Calcio

Avvicinarsi alla linea gialla

L'Inter vi si trova a ridosso, Fiorentina e Napoli la perdono un attimo di vista perché distratte dal retto andamento della nuova arrivata (la Juventus) e la Roma, ormai stanca di aspettare, ne approfitta per cinque minuti di riposo, sedendosi a debita distanza e leccandosi le proprie ferite. Tutte con un unico obiettivo, quello di anticipare le altre nella corsa alla linea gialla per scorgere il treno dello scudetto. C'è un però. Come spesso accade, il convoglio è in netto ritardo e la pur ottima posizione della squadra di Mancini è al momento vana: il +4 non è sinonimo di fuga, ma mette giustamente in allarme le avversarie. Nel campionato più interessante degli ultimi anni, che non vede la palese superiorità di una società a scapito delle colleghe, ha il suo naturale spazio l'equilibrio: ognuno dice la propria, aspettando il responso dei risultati, e bastano due o tre vittorie di fila per cambiare giudizi sull'andamento della stagione. La "pareggite" nerazzurra dettata dal terzo stop di fila a Palermo, il crollo di Sarri contro il nuovo Bologna di Donadoni, il pessimo inizio da parte della Juventus o l'evidente crisi della Roma che non regala una vittoria a Garcia da più di un mese. L'ultima, l'8 novembre, fu il derby, terribile spartiacque a pensarci dopo. Come dire, scegli: o i tre punti contro la Lazio e una serie negativa o i tre punti alla Lazio e una serie positiva. I voti più alti in pagella del lunedì vanno a Inter e Juventus. Mancini ha finalmente finito di scrivere la prima bozza del saggio "Nessuno è indispensabile" e pensa già di affidare la prefazione a Stevan Jovetic. Al di là del singolo gusto personale - c'è chi preferisce mandare in campo sempre gli stessi undici e chi, invece, fa del trasformismo l'arma vincente -, è da apprezzare il fatto di aver livellato i giocatori, tutti sono utili e non importa se a finire in panchina è l'elemento più costoso del mercato estivo. L'opportunità arriva e in quest'ottica ha sorpreso l'esordio di Montoya, che non giocava addirittura dal 28 di aprile quando ancora indossava la maglia del Barcellona. Marotta voleva invece tirare le somme a Natale e può ritenersi ampiamente soddisfatto con la sesta vittoria consecutiva. Continuità ritrovata, calendario agevole - prossimi quattro impegni non proibitivi, anche se tre saranno in trasferta, con Roma, Napoli e Inter da affrontare tra gennaio e febbraio allo Stadium - e davanti una coppia sempre più affiatata. Allegri, ancora una volta, ha avuto ragione. @damorirne