Calcio

Cannonieri cadetti / Marco Ferrante

Romano di Velletri, nato il 4 febbraio 1971, Marco Ferrante è un attaccante di statura non eccelsa ma di importanti capacità offensive. Cresce nel Napoli e con i partenopei si afferma con la squadra Primavera, prima di debuttare in A al termine del campionato 1988-89. Nella stagione del secondo scudetto di Maradona & Co., non riesce mai a scendere in campo (come per la Coppa Uefa vinta l’anno prima dal Napoli) e quindi a laurearsi Campione d’Italia  pur essendo in rosa. Per fare esperienza, viene inviato in prestito in B prima alla Reggiana e poi al Pisa. Con i toscani ha modo di disputare un’annata positiva con 13 reti, che gli danno la chance di vestire la sua unica maglia azzurra con l’Under 21 nel 1992. Con la selezione di Cesare Maldini prende parte anche alle Olimpiadi di Barcellona. Punta agile e dotata di buoni fondamentali, continua il suo lungo cammino vestendo le maglie di Parma (anche qui manca la vittoria nella Coppa delle Coppe 1993 perché mai schierato), Piacenza, Perugia e Salernitana. Ma è nel Torino, a cui si lega nel 1996, che finalmente trova il suo habitat per emergere. Un crescendo di reti (13, 18 e poi 27 con cui si laurea capocannoniere cadetto 1998-99) lo consacra beniamino dei tifosi granata. Anche in massima serie trova la via del gol con continuità, transitando anche per un breve prestito all’Inter durante il mercato invernale 2000-01: tuttavia a Milano riuscì a segnare una sola volta. Rientrato al Toro per altre 3 stagioni, lo lasciò definitivamente nel 2004 da quinto bomber granata di sempre con 125 gol complessivi. Un ricordo indelebile della sua avventura al Torino resterà la sua caratteristica esultanza con i due indici sulla testa ad imitare le corna di un toro, omaggio al simbolo del club. Vaga parecchio negli ultimi anni di carriera, tra Catania, Bologna, Ascoli, Pescara e Verona. I 114 gol nel torneo cadetto lo collocano al 6° posto di tutti i tempi. Ha aperto la “Marco Ferrante Soccer School” a Grugliasco, in cui si occupa della formazione di calciatori in erba. Fabio Ornano