Calcio

Van Gaal, Llorente, Simeone, Ronaldo: i temi del martedì di Champions

La clamorosa eliminazione del Manchester Utd, la Juve seconda, il ritorno in auge dell’Atletico Madrid, l'ennesima goleada del Real. Ecco i temi principali del martedì di Champions. 1) Lo United è senza dubbio la grande delusione della prima fase, ma etichettare come “bollito” un tecnico che appena un anno e mezzo fa saliva sul podio della Coppa del Mondo, fa quasi sorridere. È il classico esempio del giudizio legato solo ed esclusivamente agli ultimi risultati (discorso fatto negli ultimi tempi anche per Wenger, per Rudi Garcia, per Benitez e persino per l’attuale vicecampione d’Europa Allegri: tutta gente che notoriamente è lì per caso e che di calcio non ne mastica). Altro discorso, questo sì innegabile, è che i risultati ottenuti al Manchester Utd da Van Gaal fino a questo momento non siano affatto in linea con gli investimenti fatti per rinforzare la squadra (350 milioni di euro in due campagne estive), per il secondo anno consecutivo rimasta fuori dagli ottavi di Champions (lo scorso anno era proprio assente, quest’anno è uscita ai gironi). Nella gestione dell’olandese, sono arrivate parecchie figuracce, su tutte lo 0-4 subito nella Coppa di Lega dello scorso anno contro il Milton Keynes Dons. In campionato, invece, i Red Devils sono quarti in classifica ad appena tre punti dal Leicester capolista. Dunque non tutto è perduto e per Van Gaal ci sarebbe tutto il tempo per tornare allo status di “santone”, come spesso è stato chiamato nell’arco della sua carriera. Con un ambiente divenuto così caldo, bisognerà vedere se gli sarà data ancora fiducia. Che fatica, però, la ricostruzione del dopo-Ferguson. 2) Fino a un mese fa teneva banco il tema di una difesa juventina ormai logora e che concede troppi gol. Nell'ultimo mese le cose sono cambiate, basta dare la parola ai freddi numeri per farci un'idea. Gol subiti in campionato: undici, seconda difesa della Serie A dietro all’Inter; gol subiti in Champions League: tre, seconda miglior difesa del torneo, dietro al Paris SG. Il problema in Europa viene casomai dai gol: i bianconeri avranno quasi certamente il peggior attacco tra le sedici qualificate, con appena sei gol marcati (c’è ancora la remota possibilità che il Valencia, attualmente out, passi con cinque reti). Proprio la poca lucidità sotto porta nella trasferta andalusa (traversa di Dybala, occasione per Morata), ha fatto scendere la Juve da una ben più comoda prima classe. Oltre alla puntuale legge dell'ex, che ha messo in scena un copione quasi scritto. Chi se non Llorente, troppo frettolosamente scaricato in estate, avrebbe potuto firmare la beffa? 3) Non solo nella Liga, ma anche in Champions sta tornando di forza il “cholo” Simeone: il suo Atletico Madrid, finalista due stagioni fa, si è assicurato il primo posto del proprio raggruppamento andando a vincere a Lisbona in casa del Benfica. Non perdono una partita da settembre, i biancorossi madrileni. In campionato sono a due punti dalla vetta, in Champions hanno ribaltato il pronostico sul proprio girone, che dopo l’andata pareva appannaggio del Benfica. Una piccola impresa che verrà premiata con un sorteggio più abbordabile agli ottavi di finale. I “Colchoneros” hanno ancora voglia di stupire. Occhio. 4) Poker di Ronaldo, tris di Benzema, marcatura singola di Kovacic. L'8-0 del Real Madrid sul Malmö è l'ennesima goleada di questa Champions. In questa edizione il Bayern ne ha fatti cinque alla Dinamo Zagabria e all’Arsenal; il Barça sei alla Roma;  il Paris SG cinque al Malmö. Negli ultimi anni, vuoi per l’allargamento alle squadre più piccole voluto da Platini, vuoi per lo strapotere sempre più forte delle grandi corazzate, stiamo assistendo a tante goleade delle solite note. Partite che incrementano i numeri già mostruosi degli assi più celebrati d'Europa: grazie alla prestazione di ieri, Ronaldo è già a quota 11 gol in 540 minuti giocati. Siamo al termine della prima fase e ha già superato il suo bottino dello scorso anno quando chiuse, assieme a Messi e Neymar, a dieci reti. Sacrosanto far prendere parte al torneo anche club dei Paesi minori; risulta più difficile comprendere lo "spettacolo" di risultati di questo tipo. Giovanni Del Bianco