Calcio

La luce di Brozovic nell'assenteismo dell'Inter

Non è una delle fontane del Bernini né il piscio d'artista che la femme fatale dell'anteguerra, Marina Ripa di Meana, rovesciò a Vittorio Sgarbi, provocandone la scontata furia. I tre punti ottenuti a Bologna riportano momentaneamente l'Inter in vetta alla classifica dei punti e non del merito, salvata più dalla sterilità di Destro che dal senso della posizione di Handanovic. La buona notizia è il ritorno al gol di Maurito Icardi, assente dal tabellino dallo scorso 27 settembre in occasione della sconfitta casalinga contro la Fiorentina, anche se la separazione dal +3 non è mai stata circostanza negativa da imputare al solo argentino, anzi. Il disastro di Ferrari, da oggi a tutti gli effetti un eufemismo, arriva poco dopo il secondo giallo a Felipe Melo, il giocatore più congeniale in un calcio senza cartellini. L'uscita anticipata dal campo del brasiliano delinea in positivo, sovvertendo il naturale ordine delle cose, il momento chiave della partita nerazzurra. Cominciano a occupare il terreno in maniera cristiana come non avevano ancora fatto e ad affrontare con personalità l'ultima mezz'ora, quasi un controsenso per via della mancanza di uno dei loro leader più carismatici. Lo scarto che passa dall'essere seduti in platea a guardare gli altri allo stare sul palco a intrattenere il pubblico è riempito da Brozovic, che sul documento di riconoscimento alla voce "professione" ha scritto centrocampista centrale e non ala improvvisata. Sarà un ragionamento ormai caduto in disuso, ma almeno un uomo in grado di argomentare da filosofo con i piedi e non solo con la testa è sempre da tenere in mezzo al campo. Il croato è l'uomo partita insieme a Ljajic, autore dell'assist per Icardi. E resta impressionante il fatto che l'ex romanista decida di mostrare il proprio talento a fasi alterne, 90 minuti sì e 180 no. Molti, quel pallone, l'avrebbero calciato direttamente in porta. Soprattutto quando ci si trova in una situazione precaria, quando non si è titolari e si tenta di riempire gli occhi dell'allenatore. L'Inter riparta da qui, dall'altruismo di Ljajic e dal giusto abito per Brozovic. La prossima, a San Siro, è contro la Roma. È la bocca della verità, stavolta senza Felipe Melo. Forse come disegno non è poi così perfido. @damorirne