Calcio

Cristiano Ronaldo, record e soliti inutili paragoni

Al di là del fatto che viva i suoi giorni nel paragone perpetuo con chi è più forte di lui, bisognerebbe sedersi a un tavolo e discutere - anche animatamente - di tutto quello che Cristiano Ronaldo ha dato in termini di statistiche e spettacolo al gioco del calcio pur nella sfortuna di condividere la stessa epoca di Messi. L'ultimo, sensazionale, dato del portoghese risale allo scorso sabato nella sfida di Liga contro l'Espanyol nella quale ha realizzato 5 delle 6 reti del Real. I nostalgici ricorderanno Oleg Salenko a USA 94, i curiosi Luiz Adriano nel match della fase a gironi di Champions della passata stagione tra Shakhtar e BATE. Lui ha scalzato Raúl - non il primo fesso passato per caso sulla Gran Via - dalla classifica dei goleador madrileni nella storia della Primera División con 231 esultanze in sole sei stagioni, facendo "ciao" con la manina alle più intricate trame fantascientifiche. Poi è commovente leggere i malumori della stampa spagnola quando arriva il primo 0-0 o quando CR7 angola il tiro un po' più del dovuto e non lo manda in rete. Ma d'altronde, potendo contare su quei giocatori lì, si fa fatica a pensare al risultato risicato. Parlano di allarme e di calo e dopo due giorni vengono derisi da chi riesce a trasferire l'assurdo nel reale, apostrofando la situazione con un giocondo "è tornato". Ma quando mai se n'è andato, verrebbe da pensare. Sbagliamo tutti, sbagliamo ogni giorno perché non siamo in grado di scinderlo dalla Pulce di Rosario e spesso lo consideriamo il primo dei non eletti al cospetto di sua maestà. Come il duello a distanza che il fuoriclasse del Barcellona è costretto a dover subire con Maradona. Dove risiede l'utilità di dare per oggettiva una graduatoria sul più forte di tutti i tempi, roba che comunque dipende dal gusto personale della singola testa pensante? Abbiamo avuto l'onore di avere a che fare con D10S e facciamo lo stesso con l'altro. Godersi tutto e tutti indistintamente, senza sforzarsi di dover stabilire un dogma che non ha motivo di esistere. Ora pensiamo a Ronaldo, ammiriamolo, spegnendo quella parte di cervello incapace di togliersi di dosso l'immagine blaugrana. @damorirne