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Perché Romagnoli è diverso da Totti

Come può Alessio Romagnoli, cresciuto nelle giovanili della Roma pur essendosi affermato nella Sampdoria, avere preferito un Milan in ricostruzione ad una Roma che sulla carta è da scudetto? Dal punto di vista del Milan e di Mihajlovic un grandissimo colpo, perché i 25 milioni di euro in realtà sono spalmati su cinque anni e con 5 milioni all'anno si paga il lordo dell'ingaggio di un mezzo giocatore, di quelli che infestano le rose dei grandi club (anche quello rossonero) in omaggio a certe scuderie di procuratori. Dal punto di vista della Roma molto meno, al di là del fatto che Garcia non ne fosse innamorato (certo non ha chiesto di venderlo, addirittura con lui da diciannovenne due stagioni fa giocò undici volte), ma la scelta, ci viene da dire l'azzardo, di Sabatini è stata quella di puntare tutto sulla conferma del centrocampo e sul rinnovo dell'attacco, sperando che in difesa Manolas e Castan non si facciano male (Holebas e Astori non ci sono più), continuando a sacrificare Florenzi sulla destra e vendendo al popolo mediatico che Lucas Digne viene dal Paris Saint-Germain (sì, ma per metà delle ultime due stagioni ha fatto panchina). Una scelta strana anche dal punto di vista del marketing di Pallotta, perché quando dalla tiritera sull'identità del Barcellona si passa ai fatti poi si trattano i talenti di casa allo stesso modo in cui si trattano calciatori di qualsiasi parte del mondo. Il paragone con Totti ci sta tutto, perché Totti fa parte della prima generazione di giocatori forti che ha iniziato la carriera vera con la sentenza Bosman già operativa (nel 1996 aveva 20 anni), quindi non è che sia diventato una bandiera in qualche modo obbligata come Rivera, Mazzola, Riva, Bulgarelli, eccetera. E la Roma del Totti ventenne tutto era tranne che una squadra da scudetto, lo sarebbe diventata quattro anni dopo, alla seconda stagione con Capello. Di più: in società e anche in parte della tifoseria c'era una corrente di pensiero non minoritaria che riteneva meglio per tutti una sua partenza, per la sua maturazione ma anche per incassare tanti soldi per un talento che avrebbe potuto non realizzarsi (alla Cerci, viene da dire). Di più ancora: nell'estate del 1999 la Roma fu a cinque minuti, davvero (da ultime ruote del carro, come del resto siamo anche oggi, eravamo presenti all'incontro decisivo), dalla firma del contratto con il Milan e con Totti che nonostante la sua riluttanza si era quasi lasciato convincere con discorsi del genere 'Lì non vincerai mai, l'ambiente è impossibile, eccetera'. La differenza con il caso Romagnoli, che nel suo ruolo davvero può, sulla carta, scrivere la storia come Totti ha davvero fatto nel suo? La Roma era di proprietà di un tifoso della Roma, Franco Sensi, che per non avere contro il 'sistema' aveva rinunciato a malincuore al suo allenatore (pochi ricordano che Capello al primo anno arrivò sesto, peggio di Zeman nelle precedenti due stagioni) ma che mai lo avrebbe fatto, nonostante le sollecitazioni del sistema medesimo (che non era soltanto Moggi), per un ragazzo in cui la gente potesse identificarsi, al di là delle vittorie. Per i manager Romagnoli è invece soltanto un talento che in presenza di una grande offerta si può sacrificare nel nome di scelte tecniche, vedremo quanto fondate. Abbiamo tenuto in fondo il punto di vista di Romagnoli, che ha avuto la sua importanza al di là della retorica sul 'romano e romanista' di cui si è sentito e letto da più parti. A parte il dettaglio che sia di Anzio, Romagnoli è un simpatizzante (molto raramente i calciatori veri sono tifosi) laziale, di Valentino Rossi (da qui la passione per la maglia numero 46, adesso abbandonata per perché Rossi è interista) e non ha mai fatto mistero di ispirarsi a Nesta pur avendo caratteristiche leggermente diverse (può giocare anche sulla fascia sinistra, per dirne una). Motivo di più per pensare che l'affare nel lungo periodo lo abbia fatto di sicuro il Milan, anche se la Roma dovesse vincere questo scudetto. Se poi volessimo scherzare un po', sulla differenza fra Romagnoli e Totti, potremmo citare il pensiero del nostro bar: uno è laziale e l'altro romanista. Twitter @StefanoOlivari