Calcio

Parte la Gold Cup: come sempre le favorite sono Messico e Stati Uniti

Parte questa notte, con la sfida tra Haiti e i vicecampioni in carica di Panama, la tredicesima edizione della Gold Cup, il torneo riservato alle nazionali del Nord e Centro America. La formula è la stessa della Copa América appena conclusa: tre gironi da quattro squadre, con le prime due di ogni girone e le due migliori terze promosse ai quarti di finale. Quest’anno la manifestazione assegnerà anche i due posti rimanenti per la Copa del Centenario del prossimo anno, una Coppa America speciale aperta a sedici compagini che verrà organizzata per festeggiare i cento anni della Conmebol: vi prenderanno parte le dieci sudamericane e sei nazionali della Concacaf, quattro già stabilite (Messico automaticamente, Stati Uniti perché organizzatori, Giamaica in quanto detentrice della Coppa dei Caraibi, Costa Rica di quella della Coppa centroamericana) e due da decidere tramite due spareggi.

La Gold Cup del 2015 sarà organizzata come al solito dagli Stati Uniti, per l’occasione congiuntamente al Canada, anche se di fatto si giocherà solo negli Usa (tredici città), più la canadese Toronto, che ospiterà appena un paio di gare. Favorite le solite Messico e Stati Uniti, assolute dominatrici dell’albo d’oro, spezzato solo dalla vittoria del Canada nell’edizione 2000 (il medagliere si riequilibra un po’ se consideriamo anche il vecchio campionato Concacaf, disputato dal 1963 al 1989. In questo caso, trovano posto anche Canada, Costa Rica, Guatemala, Haiti e Honduras).

Gli Usa si presentano a questa edizione con tutti i loro uomimi-simbolo, dall’ex Chievo e Roma Bradley al veterano Beckerman, dalla punta Altidore al centrocampista Johnson del Borussia Mönchengladbach, passando per i punti fermi Dempsey e Bedoya. Una vittoria della nazionale a stelle e strisce, darebbe agli Yanks la certezza di disputare la Confederations Cup del 2017 (se dovesse vincere qualunque altra squadra, si ricorrerà invece a uno spareggio tra gli Usa, vincitori dell'edizione 2013, e i campioni di questa edizione).

Anche il Messico, parso opaco nella Copa América cilena, dove aveva presentato diverse riserve, punta molto alla conquista del titolo, per consolidare ulteriormente la sua leadership nel torneo (con sei vittorie a cinque, è in vantaggio sugli Usa di una lunghezza). Nomi alla mano, la selezione di Miguel Herrera non ha nulla da invidiare a quella allenata da Jürgen Klinsmann. Scorrendo i nomi della rosa della Tricolor, ci accorgiamo come non manchi di certo la qualità: il portiere Ochoa, il difensore Layun, i centrocampisti Herrera, Guardado, i due Dos Santos, il discontinuo Vela e l’eroe olimpico Peralta, giustiziere del Brasile ai Giochi di Londra del 2012, sono nomi di livello e che offrono garanzie. Non ci sarà per infortunio Chicharito Hernandez ed è un peccato per tutta la Gold Cup, che ha perso uno degli uomini più attesi.

Il girone più equilibrato potrebbe essere quello di mezzo, il gruppo B, sia per l’assenza delle due grandi, sia per l’equilibrio delle compagini, con il Canada padrone di casa, ma solo “a metà” (giocherà solo l’ultimo match a Toronto. Gli altri due li giocherà a Carson e a Houston, in pratica le due sedi più lontane), la Giamaica come mina vagante e la Costa Rica, grande rivelazione dello scorso Mondiale. Proprio i costaricani saranno da tenere in seria considerazione, soprattutto nel caso in cui si ripresentino con la stessa forma mostrata lo scorso anno al Mondiale brasiliano: Bryan Ruiz e Joel Campbell saranno ovviamente i perni dell’undici di Wanchope, dove troviamo anche il palermitano Gonzalez, l’unico dei cosiddetti “italiani” del torneo.

Giovanni Del Bianco @g_delbianco