Altri Sport

Copa America, Messi già come Maradona

Nel 2015 ancora si legge e si ascolta che Lionel Messi avrebbe bisogno di alzare un trofeo con l'Argentina per essere considerato dello stesso rango di Diego Maradona, ma al netto di tutti i discorsi sul calcio della nazionali che sta arrivando al capolinea (e non soltanto per le malversazioni dei dirigenti FIFA negli ultimi decenni) non vediamo cosa possa aggiungere la Copa America che sta per iniziare al curriculum del quattro volte Pallone d'Oro, quattro volte trionfatore in Champions League e tutto il resto che gli appassionati di calcio conoscono a memoria. Non che il torneo ospitato dal Cile sia di basso livello, anzi valutando le poche defezioni nelle varie squadre possiamo già dire che sulla carta potrebbe essere una delle migliori edizioni delle 44 totali e che l'Argentina si presenta con quasi tutto il meglio, come se dovesse vendicarsi del Mondiale sfuggito per il gol di Götze. Da Higuain ad Aguero, da Tevez a Lavezzi, da Di Maria a Mascherano, il Tata Martino ha in mano una specie di Dream Team. Nella manifestazione si ricordano un Messi ventenne, che nel 2007 in Venezuela conquistò la finale con la squadra allenata da Basile che sembrava quasi l'Inter di quei tempi e di quelli che sarebbero arrivati (Carrizo, Zanetti, Burdisso, Cambiasso, Veron, Milito, Crespo, Palacio): la coppa però la vinse il Brasile di Dunga, con Robinho stella della manifestazione. La vera grande delusione per Messi è stata quattro anni fa, quando la Copa l'ha ospitata l'argentina: quarti di finale ed eliminazione ai rigori contro un Uruguay di Tabarez. E quindi? Detto che il 'perdente' Messi ha al suo attivo con l'Argentina l'oro olimpico del 2008, che Maradona la Copa non l'ha mai vinta nemmeno con le due Argentine fresche di Mondiale (edizioni 1979 e 1987)  e che i confronti dei palmares sono fondamentalmente stupidi (c'è una certa differenza qualitativa e finanziaria fra il Barcellona dell'ultimo decennio e il Napoli, pur forte, degli anni Ottanta), è chiaro che  vincere questa Copa America subito dopo la Champions darebbe a Messi quell'aura mitologica che in patria non ha mai avuto: un po' perché è emigrato a tredici anni e molto perché il passato sembra sempre più bello. Twitter @StefanoOlivari [poll id="3"]