Calcio

L’approdo al cinema di Lionel Messi

L’1 e 2 giugno, uscirà nelle sale cinematografiche il film “Messi - Storia di un campione”, diretto dal regista spagnolo Alex de la Iglesia. Una pellicola che ripercorre le tappe del giocatore che più di tutti si avvicina a Maradona, il suo mito d’infanzia e il punto di riferimento di ogni giovane calciatore, soprattutto in Argentina. Per caratteristiche tecniche e fisiche, Diego ha trovato davvero il suo erede, dopo tanti nomi che poi non hanno rispettato le promesse, venendo anzi bruciati da accostamenti così impegnativi (nella rete ci sono finiti buonissimi giocatori come Pablo Aimar e Ariel Ortega o eterne promesse mai sbocciate come Andrés D’Alessandro). L’addio alla città natale Rosario, le persone decisive nell’ascesa (la famiglia, gli amici, gli allenatori, i compagni), la malattia della crescita che pareva bloccargli  la carriera sul nascere, lo sbarco in Catalogna a soli tredici anni, le cure, e finalmente il  passaggio da promessa a campione.  Nel film troviamo tutte le tappe biografiche della “pulce” - soprannome derivato dalla sua statura - e testimonianze di grandi nomi dello sport argentino e mondiale, come il Ct campione del Mondo del 1978 César Luis Menotti, la stella degli anni Ottanta Jorge Valdano, che proprio come Messi partì dal Newell’s Old Boys, il profeta del calcio totale Johann Cruyff, icona dell’Olanda e del Barcellona, considerato n po’ il precursore del tiqui-taca, e appunto Diego Maradona. Grandi firme per l’omaggio a un giocatore che a ventisette anni ha già vinto sette campionati, tre Champions League, un oro olimpico, due Coppe del Mondo per club. E battuto una infinita sequenza di record: quattro Palloni d’oro vinti, maggior numero di gol nella Liga, più gol di tutti realizzati in Champions League con un’unica maglia, quattro volte bomber di Champions, più giovane esordiente con la maglia della nazionale argentina, più giovane marcatore della storia dei Mondiali. Roba da dover prima prendere fiato per poter leggere l’elenco fino in fondo. Numeri e trofei che non accennano ad arrestarsi, motivo per cui tra qualche anno De la Iglesia avrà probabilmente bisogno di un aggiornamento del film, con i nuovi gol e le nuove prodezze che Lionel avrà piazzato nel frattempo. E i nuovi trofei, che non mancheranno di certo. Chissà, magari in futuro riuscirà a mettere le mani anche sulla Coppa del Mondo per nazioni, sfiorata lo scorso luglio in Brasile. Il Mondiale ad oggi rappresenta l’unico cruccio di Messi. L’ultimo passo per ricalcare le orme di Diego. Giovanni Del Bianco