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Il sogno di Alessandro Gentile

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Uno dei giocatori più talentuosi e discussi della pallacanestro italiana ha firmato un po' a sorpresa per Trento. A nemmeno 27 anni ha tutto il tempo per tornare quello di tre stagioni fa, quello che pensava alla NBA...

Alessandro Gentile riparte da Trento, dopo tre stagioni sostanzialmente buttate via. Una buona notizia per la nostra Serie A, che ritrova uno dei personaggi più riconoscibili della pallacanestro italiana. Una buona notizia anche per Gentile, che dopo un'estate da azzurro senza club si lega ad una società forte anche se lontana da ambizioni di scudetto che dovrebbero riguardare Milano e Virtus Bologna, al massimo Venezia. 

Parliamo di Alessandro Gentile da così tanto tempo che dovrebbe avere 35 anni. Invece non ne ha ancora compiuti 27 (lo farà il 12 novembre) e i prossimi due dovrebbe da contratto trascorrerli con l’Aquila. Da figlio d’arte del grande Nando (da poco tornato ad allenare, nella sua Caserta in A2) è stato bambino prodigio a Treviso, giovane leader nella Milano di Armani (due scudetti, con allenatori Banchi e Repesa), prima che la sua carriera prendesse una direzione assurda, quasi da precoce vecchia gloria.

Al netto dei diversi infortuni ed in particolare di quello alla mano destra che lo ha costretto a cambiare una meccanica di tiro già di suo poco fluida (troppi consulenti, forse), non c’è dubbio che il punto di svolta della carriera di Gentile sia stato il preolimpico di Torino del 2016. Quella sorta di tragedia generazionale (nella squadra allenata da Messina erano in campo anche Bargnani, Gallinari, Belinelli, Datome…), unita all’assenza di offerta da parte della NBA, non solo degli Houston Rockets, ha avuto un impatto devastante sul giocatore, portandolo alla rottura con Milano, ai prestiti al Panathinaikos e all’Hapoel Gerusalemme, all’annata di medio cabitaggio alla Virtus Bologna e a quella discreta ma in una squadra scarsa come l’Estudiantes.

A dirla tutta, dopo averlo visto in buonissima efficienza fisica al Mondiale con la Nazionale di Sacchetti, si pensava che Gentile potesse essere nel mirino di un club di Eurolega, visto che le sue caratteristiche fisiche ne fanno un giocatore unico: una guardia così grossa e veloce, per quanto con un tiro altalenante, potrebbe dominare in post basso e non solo contro avversari che di base non avrebbero armi per difendere contro di lui. Va anche detto che plus-minus e statistiche di tipo più avanzato dimostrano che le squadre di Gentile con Gentile in campo non offrano il meglio di sé. Numeri che sono musica per i numerosi suoi hater, che gli imputano una ‘scenosità’ e uno hero basketball poco funzionali alla squadra: qualche isolamento va bene, solo isolamenti no.

Insomma, quello di Gentile è un percorso un po’ da Balotelli della pallacanestro, anche in questo caso senza un vero perché, per lo meno di un perché riguardante lo sport senza entrare in discorsi extracampo. Certo è che il Gentile 2.0 si dovrà riconvertire, giocando più profondo (ed in sostanza da ala piccola, per esprimersi in termini antichi), più sotto controllo e senza spadellare da tre: il treno NBA è passato, quello di un’Europa che conta non ancora. Trento comunque gioca l'Eurocup...

Se Gentile è Balotelli, Trento non è però il Brescia della Serie A di calcio. È a una stagione di svolta, dopo il cambio di allenatore (addio a Buscaglia, arrivato Brienza) e i soliti rimescolamenti del nostro basket, con almeno due partenze dolorosissime (ma entrambi erano a fine contratto), quelle di Flaccadori al Bayern Monaco e di Hogue in Russia. Il nucleo degli italiani (Forray, Pascolo, Mian, il futuribile Mezzanotte e l’anziano Lechthaler) è buono, gli stranieri sono divisi fra certezze (Craft, Blackmon) e scommesse, l’ambiente sembra fatto apposta per consentire a Gentile di rinascere.