Basket

Con Rodriguez e Teodosic si fa notizia

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I colpi di Olimpia Milano e Virtus Bologna sembrano usciti dalla pallacanestro italiana degli anni Ottanta e Novanta. Non solo per l'impatto sportivo e finanziario, ma per avere dato la scossa ad un ambiente che aveva perso i sogni...

Sergio Rodriguez all’Olimpia Milano, Milos Teodosic alla Virtus Bologna: sono notizie del presente della pallacanestro italiana, ma che sembrano uscite direttamente dagli anni Ottanta e Novanta, quando le migliori squadre di Italia e Spagna riuscivano a mettere le mani sul meglio extra NBA, prima che le squadre NBA diventassero 30 (a inizio anni Ottanta erano 23) e per i giocatori nascessero tante opportunità in tutto il mondo: Grecia, Russia, Cina, eccetera…

Ma tornando a noi, davvero la vituperata Serie A (che al momento ha 17 squadre, per l’autoretrocessione di Avellino) sta svoltando? Alla base del boom degli anni d’oro c’erano i proprietari e gli sponsor che cavalcavano una moda, con almeno sette o otto pesi massimi in lizza. Adesso i pesi massimi sono Armani e Zanetti, appunto Olimpia e Virtus, con Brugnaro nella Venezia campione d’Italia che è considerabile, senza offesa, un mediomassimo. Meglio di niente, comunque, perché la pallacanestro professionistica è in Italia strutturalmente in perdita e i conti tornano grazie ad autosponsorizzazioni e situazioni locali con pesi ovviamente diversi: si pensi soltanto al miracolo Cremona.

Né Rodriguez né Teodosic sono ragazzini, va detto. Lo spagnolo, 33 anni, che a Milano guadagnerà un milione e mezzo di euro netti a stagione fino al 2021, viene dal CSKA Mosca freschissimo vincitore dell’Eurolega (l’aveva vinta anche nel 2015 con il Real Madrid), è una delle colonne del fantastico ciclo della nazionale spagnola che ha il volto di Pau Gasol ma anche (con interruzioni) quello di Sergio Scariolo. Teodosic a Bologna guadagnerà il doppio di Rodriguez a Milano, ha 32 anni e viene da una NBA agrodolce, due stagioni ai Clippers con qualche lampo ma certo non lo stesso status di quando giocava in Europa (vittoria in Eurolega con il CSKA Mosca, ma tre anni fa). Ma se per Teodosic il problema è stato arrivare in NBA da campione già formato, non si può dire la stessa cosa di Rodriguez che ci è arrivato a 20 anni, se ne è andato dopo 4 stagioni e ci è tornato a 30. Semplicemente il gioco attuale NBA, in cui i ruoli stanno scomparendo, va nella direzione dei giocatori universali e molto atletici. È anche per questo che pur essendosi fatti onore Rodriguez e Teodosic hanno scelto l’Europa e un lungo come Jan Vesely, Mvp dell’ultima Eurolega, nella NBA potrebbe entrarci solo dalla porta di servizio.

La tendenza nella tendenza è anche quella dei giocatori europei di prima fascia di valutare le offerte da alta Eurolega invece che fare i comprimari in America. Se uno come Nikola Mirotic, nel pieno della carriera, decide che per la sua famiglia a parità di introiti (o anche un po’ meno) è meglio vivere a Barcellona che a Milwaukee o altrove, forse qualcosa sta cambiando. Di sicuro con Rodriguez e Teodosic la pallacanestro italiana è tornata a fare notizia sui media generalisti, vale come uno scudetto.