Basket

Le vacanze di Bucci e Gentile

Alberto Bucci, in una intervista televisiva, ha affermato che vuole andare a Barcellona con la sua famiglia e desidera cogliere l’occasione di incontrare Bertomeu, il patron dell’Eurolega, per parlare della Virtus, del momento che sta vivendo e di quelli che sono i progetti della società per i prossimi anni, con la speranza di tornare prima in A e poi in Europa. Non bisogna dimenticare che proprio Bertomeu è sempre stato un grande amico dell’Avvocato Porelli, storico presidente della Virtus di Bologna fino al 1989. La cosa non è andata giù a Petrucci, che ha tuonato a mezzo intervista rimproverando Bucci (che è l’attuale presidente della Virtus) di “mancanza di classe e sensibilità, nei confronti di club di A e A2 per un progetto futuristico che, in ogni caso, ha bisogno della necessaria autorizzazione da parte della federazione”. Difficile pensare che Petrucci si riferisse alle vacanze di Bucci (e in ogni caso Barcellona rimane una gran bella meta), molto più probabile che ce l’avesse con la possibilità di un accordo per la partecipazione della Virtus a una tra Eurocup o (più probabile) Eurolega, una volta rientrata in serie A e, a scanso di equivoci, abbia voluto mettere le mani avanti e bloccare sul nascere eventuali accordi, per evitare di dover fare, successivamente, la voce grossa. Bucci a sua volta si è detto sorpreso delle parole di Petrucci, che conosce molto bene, e ha parlato di vacanza e viaggio di piacere per incontrare un vecchio amico. Difficile pensare che Bucci, parlando del futuro in Europa della Virtus Bologna, non sondi il terreno con Bertolomeu per una futura partecipazione all’Eurolega, budget permettendo, dell'ultima squadra italiana che la coppa non solo l’ha fatta, ma anche vinta (era il 2001). D’altra parte è anche normale che Petrucci da parte sua voglia tener chiusa la porta della stalla per evitare che i buoi scappino. Ma arrivare al processo alle intenzioni e alle ferie forse è un po’ troppo. La sensazione è che si voglia impedire non solo la progettualità, ma anche soltanto la possibilità di ipotizzare un futuro, se non all’interno di un perimetro ben circoscritto. Perimetro da cui finora non sta uscendo nessun risultato. Doveva essere un rilancio, la possibilità di far vedere il proprio valore, fuori dalle arcigne mura del Forum di Assago e invece l’avventura di Alessandro Gentile al Panathinaikos è già terminata, con un arrivederci e (forse) grazie dei greci. La situazione ora è complicata: Gentile non può tesserarsi in A1 e non può giocare l’Eurolega o l’Eurocup. La FIBA si sfrega le mani. i suoi detrattori di Milano pure, ma il rischio è che il giocatore resti senza squadra (al momento si allenerà a Milano, ma da solo) fino al fine della stagione, perdendo così anche a possibilità di giocare gli Europei. Una vacanza dal campionato, ma forzata, a meno che il ragazzo non scenda in A2 (un po’ come toccò a Myers in quel di Rimini) per mantenersi in esercizio ma, soprattutto, per rigenerarsi. Proprio di rigenerazione si tratta: il superamento di una fase involutiva, molto probabilmente solo caratteriale, che non permette al giocatore di fare al meglio il suo lavoro. Il rischio ora è che la crisi si aggravi e che vengano coinvolti il talento e l’uomo, e che il giocatore si perda definitivamente. Una sconfitta per lui, per il suo club (è tesserato per l’Olimpia), per la Nazionale, per i suoi tifosi ma anche e soprattutto per i suoi denigratori, che aver ragione su certe cose non è mai bene. Si è conclusa la telenovela Cantù con la firma di Recalcati per questa stagione e la prossima. Irina Gerasimenko ha parlato di grande ritorno e ha approfittato dell’occasione per levarsi qualche macigno dalle scarpe, ricordando a tutti che di soldi nel basket la sua famiglia ne sta investendo tanti, ma soprattutto a fondo perduto. Recalcati ha poi esordito con Reggio Emilia, vincendo e convincendo in una partita in cui è ricorso più volte alla zona e ha armato la mano di Johnson con continuità. Sicuramente non c’è ancora l’impronta del coach sui suoi, e questa prestazione fa pensare che se non proprio con il freno a mano tirato, molti giocatori, nella precedente gestione, stessero giocando senza pestare sul gas. La dimostrazione che c’è margine, e tanto, ma anche un segnale di pericolo. Quando il coach metterà mano alla difesa, e lo farà, nella sua personale interpretazione di lacrime e sangue, avrà modo di misurare l'attaccamento alla maglia dei suoi ragazzi, che finora hanno rispedito al mittente due coach. Milano continua la sua corsa, tra tagli, infortuni e giocatori che proprio non girano, allungando a + 10 sugli inseguitori. Repesa dopo la partita con Torino ha parzialmente giustificato Radulijca, beccato dal pubblico di casa a ogni possesso, mortificato dai suoi stessi tifosi. Al di là del fatto che il pivot serbo non è che brilli lontano dal Forum, pare evidente che Milano ha un urgente problema da risolvere sotto canestro, in particolar modo ora che la Reyer, che non nasconde di puntare al titolo, ha messo chili e centimetri sotto le plance. Proprio Venezia è l’unica delle prime a vincere, e bene, contro una Consultinvest fin troppo dimessa e mostrando finalmente un Peric di buon livello. Da vedere quanto ci vorrà per il pieno inserimento di Stone e Batista. Sassari vince contro la spinosissima Pistoia, grazie a una prova corale e con 43 punti su 82 prodotti dalla panchina. Trento fa 6 di seguito battendo Caserta e si riporta sulle parti alte della classifica. Un’altra squadra rispetto a quella di due mesi fa con Buscaglia che, grazie alla fiducia di Trainotti, ha ripreso pienamente il controllo del gruppo che ora corre verso i playoff. Capo d’Orlando vince con Brescia che tiene a 4 punti e stacca di 2 punti Reggio Emilia, caduta a Cantù. Segnali positivi da Brindisi che batte Cremona, ultima e sempre sola in classifica, portandosi alle spalle della zona playoff, mentre coach Caja, anche lui usando la difesa a zona come arma tattica, compie un vero e proprio capolavoro in casa di Avellino, ufficialmente in crisi.