Altro

Il "6 nazioni" della Champions

Prima grande notizia della stagione 2016-17: il Siviglia non vincerà l’Europa League, che dunque cambierà padrone dopo tre anni di dominio andaluso. Si è conclusa la prima fase della Champions League e di grandi sorprese non ce ne sono state, a parte l’eliminazione del Tottenham in un girone tutto sommato non proibitivo. Oltre agli Spurs, unici rappresentanti del calcio inglese ad essere stati eliminati, ha perso una compagine anche il calcio tedesco, il Borussia Mönchengladbach, inserito però nel girone impossibile con Barcellona e Manchester City. Fuori anche una francese, il Lione, unica squadra d’oltralpe a salutare la coppa dopo la prima fase. Lo scorso anno, agli ottavi arrivarono agli ottavi tre spagnole (Real Madrid, Barcellona e Atletico Madrid), tre inglesi (Arsenal, Chelsea e Manchester City), due italiane (Juventus e Roma), due tedesche (Bayern Monaco e Wolfsburg), una francese (Psg), un’olandese (Psv), un’ucraina (Dinamo Kiev), una belga (Gent), una portoghese (Benfica), una russa (Zenit). Quest’anno abbiamo quattro spagnole (le stesse dello scorso anno più il Siviglia), tre inglesi (Arsenal, Manchester City e Leicester), tre tedesche (Bayer, Bayer e Borussia Dortmund), due italiane (Juventus e Napoli), due portoghesi (Benfica e Porto), due francesi (Psg e Monaco). Passano come prime due inglesi (come lo scorso anno; un anno fa Chelsea e City, quest’anno Leicester e Arsenal), due italiane (netto miglioramento: zero lo scorso anno, sia la Juve sia il Napoli in questo), una tedesca (nel 2015-16 erano due, Wolfsburg e Bayern, un anno dopo il solo Borussia Dortmund), due spagnole (un anno fa furono tre: Real, Barça e Atletico, oggi solo queste ultime), una francese (il Monaco contro le zero del dicembre passato). Con clienti scomodi nella seconda fascia degli ottavi (City, Psg, Bayern, Real Madrid su tutti), si prevedono scontri tra grandi squadre. Ma al di là dell’andamento delle singole squadre, colpisce che agli ottavi di finale saranno rappresentate solo sei nazionalità contro le dieci dell’annata passata. Si registrano dei miglioramenti per Spagna (da 3 a 4 squadre), Germania (da 2 a 3), Francia (da 1 a 2) e Portogallo (da 1 a 2). Mantengono le stesse quote Italia (2) e Inghilterra (3). Scomparsi i team russi, belgi, olandesi e ucraini. Una pochezza di nazionalità simile non si era mai avuta con l’attuale format introdotto nel 2003-04. In attesa che le riforme Uefa tolgano ulteriore spazio alle squadre minori, ci pensa già l’attuale divario tecnico tra grandi e piccole squadre a porre uno sbarramento tra una ricca élite e chi può soltanto accontentarsi di essere presente alla fase a gironi, dove per altro le goleade sono ormai all'ordine del giorno, come dimostrano i risultati di questi gironi appena conclusi: Barcellona-Celtic 7-0, Arsenal-Ludogorets 6-0, Dinamo Kiev-Besiktas 6-0, Legia-Borussia Dortmund 0-6, Bayern-Rostov 5-0, Borussia Dortmund-Legia 8-4, Real Madrid-Legia 5-1, Porto-Leicester 5-0, Manchester City-Borussia Mönchengladbach 4-0, Barcellona-Manchester City 4-0, Barcellona-Borussia Mönchengladbach 4-0, Copenaghen-Club Bruges 4-0, Dinamo Zagabria-Juventus 0-4, Siviglia-Dinamo Zagabria 4-0. In un certo senso, la Superlega esiste già. Giovanni Del Bianco