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Napoli, il lungo addio di Higuain e l'ultimo passo di De Laurentiis

Cosa sarebbe il Napoli senza Higuain? Non parliamo soltanto dei suoi 30 gol in questo campionato o del piazzamento finale della squadra, ma dell'immagine che il club di De Laurentiis vuole dare di sé e che soprattutto della percezione che ha di sé. Proprio per questo qualsiasi notizia di trattativa o proposta riguardante Higuain genera reazioni scomposte e attacchi al giornalista che osa scrivere, incredibile, che Higuain è corteggiato da altri club. La proposta fatta dal Napoli all'attaccante argentino, tramite il fratello procuratore Nicolas, suona in questo modo: 14 milioni di euro lordi a stagione per 4 anni, inglobando i due residui (a 10 lordi annuali) del contratto attualmente in essere fino al 2018, che ne farebbero il giocatore più pagato della serie A, con una clausola di rescissione vicina ai 100 milioni che di fatto lo blinderebbe per sempre. Proposta senza condizionali, con l'asterisco che non ce ne sarà una ulteriore al rialzo. La risposta di Higuain, inteso come Gonzalo, è stata interlocutoria come del resto è logico per uno che avrebbe cittadinanza nell'attacco di ogni grande club europeo fatta eccezione forse per il Barcellona. Inutile quindi in questo momento spacciare certezze, visto che il primo a non averne è il giocatore: certo è che una stagione come questa a livello realizzativo è irripetibile (nelle prime due al Napoli, pur buonissime, era in campionato andato a segno 17 e 18 volte), quindi per il contratto della vita, avendo 29 anni, ora o mai più. Di solito i club italiani non fanno il braccio di ferro con i campioni scontenti, ma De Laurentiis ha sempre avuto un'altra politica (con Hamsik, ma anche con Cavani e Lavezzi, fino a quando sono rimasti) e i fatti, cioè gli incassi, gli hanno dato ragione. Se per Higuain arriverà la proposta indecente dal Manchester City della situazione, squadra citata non a caso, allora partirà subito, se no rimarrà suo malgrado la bandiera del Napoli. Per indecente intendiamo doppia rispetto ai 38 milioni dati 3 anni fa al Real Madrid, per il solo cartellino, mentre è chiaro che a livello di ingaggio l'argentino potrebbe incassare almeno il doppio della migliore proposta del Napoli. Cifra tranquillamente alla portata dei top club europei, cosa che Higuain e anche De Laurentiis sanno benissimo: per questo è probabile che le prossime tre siano le ultime partite di questo campione con la maglia del Napoli, al di là del secondo posto che darebbe la sicurezza della Champions League. Un piazzamento che invece significherebbe tutto per Maurizio Sarri, che dopo l'overdose di complimenti è tornato ad essere messo sotto esame come ogni allenatore di provincia che non regge le tensioni e le aspettative della metropoli: se non fosse sotto esame il Napoli avrebbe già annunciato l'esercizio del suo diritto unilaterale di prolungamento del contratto annuale (non proprio un segnale di grande stima, come il Guerin aveva scritto già l'estate scorsa), ma mentre scriviamo queste righe non lo ha ancora fatto e ci sembra che 35 partite su 38 siano sufficienti per giudicare il lavoro di un tecnico. Se la Roma riuscisse a compiere il sorpasso, quindi, al Napoli finirebbero nello stesso momento sia l'era Higuain che quella Sarri: non sappiamo se sia di buon augurio ricordare che Mazzarri alla sua prima stagione completa e Benitez alla sua prima stagione nel Napoli finirono terzi, venendo riconfermati (ma avevano già il contratto). E così ancora una volta De Laurentiis avrebbe l'alibi per la mancanza di quell'ultimo passo, che è sempre il più difficile anche senza colpe specifiche: a volte, semplicemente, gli avversari sono più forti.