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Casillas e Buffon, carriere così simili e diverse

A trentaquattro anni, venticinque dei quali passati al Real Madrid, Iker Casillas cambia aria e si accasa al Porto. Un trasferimento significativo per quello che è tuttora uno dei migliori portieri della storia del calcio, non solo spagnolo. Casillas era uno dei simboli del club e sarà spiazzante vederlo con un’altra maglia addosso, anche se gli fa onore l’aver scelto di rimanere in Europa e non essere andato a spendere in Qatar o in India l’ultima parte di carriera (avrà ancora tempo per farlo e comunque lo stipendio che percepirà al Porto sarà faraonico: sette milioni e mezzo a stagione). In Portogallo, avrà come allenatore Julen Lopetegui, spagnolo ed ex portiere, che a differenza del nuovo acquisto, la maglia del Real la assaggiò appena, legandosi soprattutto ai concittadini del Rayo Vallecano. Lopetegui vuole riprendersi la leadership nazionale, e sta allestendo un bell’undici: incassati i 35 milioni per Jackson Martinez, hanno già preso Casillas, Imbula e pare, Maxi Pereira. I freddi numeri dicono che Casillas ha giocato con il Real Madrid, 725 partite, vinto 18 trofei, tra cui tre Champions League e cinque campionati spagnoli. Una leggenda scritta anno dopo anno, dall’esordio senza paura coi Blancos, appena maggiorenne, alla “décima” Champions vinta nel 2014. Inutile ribadire che Casillas, per il ruolo che ricopre, sia un simbolo mondiale. Un po’ come il nostro Buffon, con il quale le affinità si sprecano e non solo perché parliamo del meglio che si possa trovare tra gli estremi difensori in circolazione. Entrambi sono sempre stati fedeli alle alle maglie indossate (per Buffon, sei anni di Parma e quindici di Juventus, contando anche la stagione entrante). E non è un caso che il numero 1 juventino si sia sentito in dovere di  scrivere al collega: «Sei stato un simbolo di attaccamento alla maglia madrilena e soprattutto uno dei maggiori rappresentanti del nostro ruolo negli ultimi anni». Storie simili, le loro: anche Buffon debuttò giovanissimo in campionato e si capì sin da subito che era un predestinato. Ambedue hanno fatto incetta di trofei, portando a casa anche un Mondiale, risultando decisivi nel percorso delle proprie squadre (Buffon subì due gol in tutta l’edizione 2006: un rigore e un’autorete; anche Casillas incassò appena due reti nel vittorioso torneo del 2010, chiudendo la saracinesca per tutta l’eliminazione diretta). E tutti e due sono i primatisti di presenze con la propria nazionale: 162 per Casillas con la Spagna, 148 per Buffon con l’Italia. Uomini-squadra, leader silenziosi, professionisti seri e dal palmarès infinito. La grande differenza tra i due è la Champions League, vinta tre volte dallo spagnolo, solo sfiorata dall’azzurro, il quale in Europa è fermo alla Coppa Uefa conquistata ai tempi del Parma. Al Porto, per Casillas, sarà arduo vincere ancora la coppa dalle grandi orecchie. Per Buffon, che è pure più grande di tre anni del collega, chissà che non ci sia ancora un treno da prendere. Giovanni Del Bianco @g_delbianco