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Champions League, Guardiola per la leggenda e gli altri per vincere

Non è umanamente possibile scrivere qualcosa di originale su Barcellona-Bayern Monaco e Real Madrid-Juventus, semifinali di una Champions League che da quasi 20 anni, cioè da quando hanno iniziato a parteciparvi non soltanto le squadre campioni delle nazioni più importanti, è la competizione calcistica (e quindi sportiva, con tutto il rispetto per sport che magari amiamo anche di più del calcio) più seguita del mondo fatta eccezione per quel mese di Mondiale che stanno comunque facendo di tutto per rovinare fra Qatar e tutto il resto. A livello di possibilità reali di vittoria nessuna delle quattro squadre è un'intrusa, anche se le vittorie riferite alla Coppa dei Campioni-Champions parlano chiaro: Real Madrid 10, Bayern 5, Barcellona 4, Juventus 2. Ma la storia non gioca, pur aiutando molto insieme al potere politico nel presente (in Europa: Bayern e Real oro, Barcellona e Juventus bronzo a pari merito) nelle situazioni fifty fifty. Nette invece le differenze sommando il valore dei singoli: Real e Barcellona prime, Bayern terzo e Juve quarta. Netta anche la differenza di status fra allenatori: Guardiola nell'Empireo per quantità, qualità e carisma da guru, Ancelotti quasi sullo stesso livello grazie a concretezza e capacità di farsi seguire dai campioni. Allegri sempre inspiegabilmente sotto esame e Luis Enrique quasi un intruso, dopo un esordio modesto alla Roma, un anno di inattività e uno di piccolo cabotaggio al Celta. E quindi? Tre su quattro vincendo possono salire di categoria: Ancelotti diventerebbe il primo allenatore della storia recente del Real Madrid a non essere discusso, Allegri diventerebbe un allenatore da prima fascia europea e Luis Enrique un allenatore di prima fascia, punto. Guardiola ha invece tutto da perdere, condannato come è a vincere facendo Guardiola e non semplicemente giocando un po' meglio degli avversari. E arriviamo finalmente al mitico fatturato, feticcio di chi deve giustificare la propria incapacità. Il Real Madrid stradomina con 549 milioni incassati nell'ultima stagione, il Bayern ne ha presi solo 487, di poco staccato il Barcellona a 484 e di molto staccata la Juventus con 279: gli ingaggi dei giocatori e il loro valore di mercato parlerebbero già chiaro. Insomma, se quella dell'anno scorso dell'Atletico Madrid è stata una super-impresa, la Juventus in finale sarebbe da considerarsi almeno una grande risultato, che nel paese di 'Come noi avevamo scritto...' (è anche un'autodenuncia) sarebbe ancora più grande. Ricapitolando: tutti pensano di di poter vincere, ma uno e mezzo (Guardiola e per certi versi Ancelotti) deve vincere anche facendo qualcosa di speciale, soprattutto contro il non più suo (visto anche il modo in cui gioca quest'anno) Barcellona. Twitter @StefanoOlivari