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Juve-Sky e Milan-Mediaset, arroganza batte geometria

Juventus-Sky contro Milan-Mediaset, non per sempre ma almeno fino a quando la disastrata parte Premium delle televisioni di Berlusconi sarà incorporata in Sky, con tanto di Champions League 2015-2018. La posizione di Tevez in occasione del primo gol bianconero nella partita di sabato è chiaramente un pretesto, visto che secondo tutte le moviole (e non solo il 'righello' di Sky, che per l'occasione ha riscoperto la prospettiva: più Sky Arte che Sky Sport) Zaccardo teneva di poco in gioco l'attaccante argentino. Insomma, in palio c'è ben altro di una partita che nemmeno Galliani ha mai pensato di poter vincere con la squadra dei Cerci e dei Poli. È evidente che un dirigente esperto come lui ha usato il pretesto del fuorigioco (inesistente) di Tevez anche per non parlare del divario tecnico visto in campo. Si sta parlando però soprattutto di controllo dei media e quindi di quella metà dell'Italia che dedica quasi tutto il suo tempo libero al calcio. Allora, chi decide quali immagini far vedere e soprattutto rivedere, perché l'uso della prova televisiva è spesso influenzato dalle polemiche ed avviene di fatto 'on demand'? Non le singole squadre, ma i registi: su 10 partite di serie A 6 registi sono Sky, 3 Mediaset e 1 di una società esterna scelta dalla Lega. Per la cronaca quello di Juventus-Milan era Angelo Carosi, Sky. Siccome il posizionamento delle telecamere base è fisso, ufficialmente (ma non si sa come) controllato dalla Lega anche se non tutti club hanno la produzione della società scelta dalla Lega (fanno eccezione Juventus e Napoli), con qualche modifica in base ai singoli stadi e semmai in certe partite ci sono telecamere in più e non in meno, tutto ciò che avviene in campo viene inquadrato ma ovviamente non tutto può essere mostrato. La scelta di far vedere, con replay dedicati, ciò che avviene lontano dal pallone è quindi soltanto una scelta che dipende dalla bravura, per non dire dalla coscienza, del regista: si pensi solo a ciò che avviene in area quando viene battuto un calcio d'angolo, ci sono registi che fanno sembrare rigore ogni trattenuta (come in realtà alla lettera del regolamento sarebbe) ed altri che glissano o fanno scelte più artistiche tipo stringere sul portiere o proporre primi piani. Insomma, che ci siano registi Sky (quindi di un'azienda filo-juventina: per motivi di marketing, visto che si tratta della squadra più tifata d'Italia, ma anche perché John Elkann siede nel consiglio d'amministrazione della casa madre Newscorp) e registi Mediaset (quindi di un'azienda filo-milanista), al di là dell'onestà dei singoli, è uno scandalo proprio nelle premesse visto che in base alle immagini mostrate si può creare o smorzare un certo clima. Su questo la Lega dovrebbe intervenire, ma nessuno può seriamente pensare che Beretta lo faccia. Poi c'è anche il lato esilarante, con giornalisti e commentatori stizziti anche solo per il sospetto, pronti a usare il termine 'professionalità' ogni due parole: forse non guardano i collegamenti delle loro stesse tivù dai campi di allenamento, con poche eccezioni molto meno critici ed interessanti rispetto a quanto si vede sui vari Channel dedicati alle singole squadre. Altra questione è la guerra di comunicati e dichiarazioni, imbarazzante da parte di Galliani (forse non ricorda certe moviole Mediaset o certe telefonate che arrivavano ai produttori delle trasmissioni ai bei tempi) e volgarissima da parte della Juventus, con il tanto decantato (dai giornalisti della casa e dagli aspiranti tali) stile Agnelli, che per prendere in giro Galliani gli ha dato del 'geometra' in senso denigratorio. Come se geometra non fosse un titolo di studio o una professione rispettabile... chissà come si saranno sentite le migliaia di geometri juventini (Galliani fa parte oltretutto di entrambe le categorie, pur essendo stato folgorato dal Milan nel 1986), anche se magari qualcuno avrà apprezzato la consueta arroganza della casa. Conclusione? La televisione non coincide con la verità, chi controlla o almeno condiziona la televisione può fare la stessa cosa con la realtà. E stiamo parlando di calcio. Twitter @StefanoOlivari