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Il lavoro di Cassano

Non è ancora ben chiaro di chi sia il Parma, mentre è chiarissimo che dalla scorsa estate calciatori, dipendenti, collaboratori ed evidentemente fornitori non vedono un euro da Ghirardi e da chi è venuto dopo la sua gestione. Per questo Antonio Cassano ha fatto non bene, ma benissimo, a risolvere un il contratto che lo legava alla società anche senza avere offerte concrete sul tavolo (il numero dei suoi amatori si sta assottigliando e non certo per i 33 anni di età) ma soltanto mezzi discorsi: il lavoro va pagato e gli accordi rispettati, anche se a scriverlo sono giornalisti che spesso scrivono gratis dando quindi valore zero a ciò che fanno. Peccato che lui stia passando per 'traditore' e chi ha dato ancora qualche settimana al club per 'attaccato alla maglia', perché qui il calcio davvero non c'entra. È Italia purissima, con la giustizia civile che di fatto non esiste. Va detto che se a metà febbraio non arriveranno gli arretrati (o più verosimilmente parte degli arretrati), la messa in mora rimandata dagli ex compagni di Cassano permetterebbe in 20 giorni di svincolarsi a parametro zero. Non che ci sia per tutti il Real Madrid pronto con un contratto, ma almeno separare il proprio destino da quello della Dastraso Holding sarebbe salutare. Può essere utile ricordare che questa 'holding' (non basterebbero mille virgolette) è piena di misteri, al di là del suo capitale sociale (3.000 euro) che forse saremmo in grado di mettere anche noi e della sua proprietà (60% cipriota, 40% russa) che potrebbe far capo a Rezart Taci ma non è detto (di sicuro il neo-presidente Kodra è un uomo del petroliere albanese). Senza fare i soliti paragoni americani, sarebbe bastato l'esame a cui è stato sottoposto Cellino in Inghilterra. L'utilità di Maurizio Beretta alla presidenza della Lega rimane un punto interrogativo, forse nemmeno Unicredit ha la risposta. Twitter @StefanoOlivari