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Cristiano Ronaldo, fra Terzo Mondo e Playstation

Il secondo Pallone d'Oro FIFA, il terzo se si considera l'era pre-fusione con il premio di France Football, vinto da Cristiano Ronaldo è già stato stracommentato, ma troviamo comunque importante ricordare che da quando il premio non è più soltanto giornalistico (oltretutto con poche decine di selezionati votanti) le sorprese o comunque le scelte coraggiose (ammesso che Neuer fosse un voto eversivo) sono diventate impossibili. Dal 2010, anno in cui gli addetti ai lavori (commissari tecnici e capitani di tutte le nazionali del pianeta) del FIFA World Player si sono uniti ai giornalisti (uno per nazione, senza distinzione fra il Brasile e la Nuova Caledonia), 3 volte ha vinto Messi (2010, 2011, 2012) e 2 CR7, e 4 volte su 5 i due fenomeni si sono spartiti anche il secondo posto (solo nel 2010 Cristiano Ronaldo fu sesto). Non stiamo dicendo che non siano i due più forti giocatori del calcio moderno né che CR7 non sia stato il più forte del 2014, ma soltanto che la visibilità di Real Madrid e Barcellona riesce a metterli davanti agli altri anche negli anni in cui il Mondiale di solito metteva in evidenza chi faceva bene al Mondiale: senza andare alla preistoria, basti pensare a cosa avrebbero ottenuto con i soli club lo Zidane 1998, il Ronaldo 2002 o il Cannavaro 2006. È stato proprio Messi a rompere questa tradizione, nel 2010, battendo incredibilmente Iniesta, importante come lui al Barcellona e in più trascinatore della Spagna verso il titolo mondiale. E sul CR7 2014 si può fare lo stesso ragionamento, anche se il portoghese a livello di club è stato molto meglio del Messi 2010. Cosa vogliamo dire? Prima di tutto di leggere l'elenco completo di chi ha votato per chi, più interessante delle nostre considerazioni e disponibile a questo link FIFA, e poi di andarsi a riguardare anche qualche albo d'oro del passato quando i vituperati giornalisti almeno fingevano di essere competenti con qualche scelta controcorrente o comunque diversa da quelle da Playstation. Twitter @StefanoOlivari