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Le potenzialità intraviste nel Parma

Speriamo che almeno Tommaso Ghirardi sappia a chi ha venduto il Parma, operazione che dovrebbe essere ufficializzata fra qualche giorno, perché dire che una società gloriosa come quella emiliana è finita in mano a una cordata russo-cipriota non è che suoni benissimo. È vero che la situazione debitoria, sui 50 milioni di euro, imponeva a Ghirardi di mollare per pochi spiccioli (8milioni circa), ma che lo stia facendo in questo modo frettoloso e fumoso dovrebbe attirare l'attenzione della Lega di Beretta, se soltanto fosse qualcosa di diverso da un organismo notarile. Nessuno aveva mai sentito nominare Pallotta e Thohir prima che i loro nomi venissero accostati a Roma e Inter, è vero, ma il punto non è la notorietà mediatica dei nuovi entranti quanto le loro reali intenzioni (a dirla tutta, quelle di Thohir non sono affatto chiare). Va detto che la serie A non è la Premier League, da noi un esame 'etico' degli azionisti di maggioranza dei club come quello che ha stroncato Cellino-West Ham sarebbe improponibile: guardando solo alle condanne, tanto per fare un esempio non marginale, Berlusconi non potrebbe nemmeno avvicinarsi a Milanello... Il punto è che cosa questi gruppi stranieri vogliano fare dei club calcistici in cui entrano: magari questi russo-ciprioti (o il sempre spuntante Rezart Taci) hanno intravisto nel Parma potenzialità che nessuno ha mai considerato, magari hanno pronti cinque colpi che riporteranno il Tardini ai fasti degli anni Novanta, magari vedono la società solo come un mero strumento per giustificare movimenti internazionali di denaro, magari... . Il vero problema è che né Lega né Federazione lo sanno, mentre a Ghirardi interessa disfarsi di un problema. In altre parole, la Premier League non è soltanto diritti televisivi e sponsorizzazioni. Twitter @StefanoOlivari