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L'anno di Neuer terzo

Manuel Neuer rischia di diventare il secondo portiere della storia a vincere il Pallone d'Oro, il primo da quando nel 2010 il trofeo è stato globalizzato unendo il premio giornalistico di France Football a quello FIFA degli addetti ai lavori, con il dettaglio delle preferenze di allenatori e giocatori (inserimenti di campioni quasi ritirati o reduci dal peggior anno in carriera) che regala di solito un po' di autostima alla stampa. Abbiamo scritto 'rischia' perché è sempre molto difficile che si deroghi dalla legge del goleador, anche in presenza dell'uomo simbolo della Germania campione del mondo sponsorizzata Adidas (cosa che in seno alla FIFA, fra uno scandalo e l'altro, ha sempre la sua importanza fin dai tempi di Horst Dassler). In ogni caso la presenza di Neuer in compagnia di due fenomeni ipermediatizzati, che battono un record alla settimana, ha un peso specifico enorme. Nella storia del Pallone d'Oro classico, quello che premiava i migliori calciatori europei e più tardi i migliori calciatori giocanti in Europa, solo 5 volte un portiere è salito sul podio: Lev Jascin da vincitore nel 1963, Dino Zoff da secondo nel 1973, Ivo Viktor da terzo nel 1976, Oliver Kahn da terzo nel 2002 e Gigi Buffon da secondo nel 2006. 5 in 54 anni, in quello che forse è il ruolo più importante del calcio (ma lo si pensa soprattutto quando il grande portiere non c'è più), sono davvero niente e poco importa che Zoff sia stato superato dal miglior Cruijff di sempre e Buffon dal fatto che l'Italia 2006 fosse solidissima e quindi con il portiere non costretto a fare miracoli. Quanto al FIFA World Player, in quasi 20 anni di vita podio solo per il Kahn 2002, secondo. E quindi? I portieri avevano poche chance quando votavano soltanto i giornalisti, teoricamente costretti ad informarsi prima di scrivere o votare. Adesso con i votanti da Playstation le chance sono pochissime, se si pensa che nel 2010 un Messi non all'altezza del miglior Messi (i suoi anni mondiali sono così) riuscì a superare tutti gli spagnoli. Nel 2006, cioè nella vita precedente del premio, Cannavaro ma anche Buffon da uomini simbolo dell'Italia campione del mondo misero in fila Henry, Ronaldinho, Zidane (ma al capolinea), Eto'o, Klose, Drogba, Pirlo e Lehmann. Tutti campioni, ma non icone come CR7 e Messi. Conclusione? È l'anno di Neuer terzo, ma in altre epoche avrebbe di sicuro eguagliato Jascin. Twitter @StefanoOlivari