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Spunti di Sport – Ayrton e Interlagos: la prima vittoria

Domenica prossima, 9 Novembre, si correrà il GP del Brasile, penultima gara de Mondiale di Formula 1. Una gara, quella brasiliana, che ha fatto il suo esordio nella massima serie automobilistica nel 1973 e che, ad eccezione del 1978 e poi dal 1981 al 1989 che videro la gara sul circuito di Jacaparegua, si è sempre disputata sul circuito di Interlagos, intitolato al pilota brasiliano Jose Carlos Pace e situato nella periferia di San Paolo. Inizialmente la corsa veniva disputata a Marzo; dal 2004 però a causa delle pioggie torrenziali (pensiamo in particolare a quella del 2003 che condizionò non poco la corsa e che peraltro vide la vittoria del nostro Giancarlo Fisichella a bordo della Jordan) venne deciso di spostare la gara verso fine stagione e in particolare tra Ottobre e Novembre. Anche in questa nuova cadenza non sono mancate pioggie torrenziali (pensiamo a quelle del 2008 e del 2012) ma in percentuale decisamente più bassa. Il circuito di Interlagos, ha quindi visto nel corso degli ultimi anni assegnare numerosi titoli mondiali ma ha anche visto diverse vittorie veramente emozionanti tra le quali non possiamo non ricordare la prima vittoria dell'indimenticabile Ayrton Senna in mezzo alla sua gente, ottenuta peraltro come scopriremo in condizioni di guida a dir poco difficili. Interlagos, 24 Marzo 1991. Sul circuito brasiliano si disputa la seconda gara del Mondiale di F1. In pole position l'idolo di casa, Ayrton Senna su Mc Laren-Honda che in qualifica aveva superato le due Williams-Renault di Riccardo Patrese e di Nigel Mansell, finite rispettivamente a quasi 4 decimi e a 4 decimi e mezzo. La gara, disputata sotto un cielo piuttosto grigio, vede al via la Mc Laren del pilota brasiliano prendere autorevolmente la testa della corsa almeno per i primi otto giri. A partire dai giri successivi sarà Mansell, secondo fin dalla partenza a ridurre il distacco portandosi fino a sette decimi da Senna.Si prospetta un duello tra i due ma alla fine non sarà così: per tentare di evitare la Benetton di Piquet, al 26° giro Mansell effettua il pit-stop. Il pit stop durerà però moltissimo, circa 14.59 secondi, sia a causa di un problema di inserimento alla gomma anteriore destra, sia a causa di un problema al cambio automatico. Andiamo a rivivere il pit stop con la telecronaca originale RAI dell'epoca. Mansell si ritrova così quarto dietro a Patrese e a Jean Alesi su Ferrari e con Senna più staccato. Dopo i pit stop di questi due piloti Mansell torna secondo, e si avvicina a gran carriera al pilota brasiliano della Mc Laren. Potrebbe addirittura superarlo, ma una foratura costringe il pilota britannico al secondo pit stop. Mansell riparte più agguerrito che mai, ma a questo punto entra in scena ancora una volta il protagonista decisivo di questa gara: il cambio. Al 61° giro il pilota britannico della Williams è costretto al ritiro, ma in pista non è il solo ad avere problemi. Da un giro prima, infatti,anche Ayrton accusa problemi allo stesso componente con la perdita della quarta marcia. Gli ultimi giri si riveleranno essere una vera e propria sofferenza per Senna, il quale supportato dall'amore del suo pubblico porterà comunque la monoposto a vincere la gara nonostante abbia progressivamente perso tutte le altre marce ad eccezione della sesta, l'unica realmente funzionante. Dietro al pilota della Mc Laren si classificherà a quasi 3 secondi la Williams di Patrese, il quale negli ultimissimi giri si era avvicinato al pilota brasiliano salvo poi doversi arrendere a causa di un problema al cambio anche nella sua monoposto. Terzo giungerà Gerhard Berger sull'altra Mc Laren- Honda. Andiamo a rivivere insieme le emozioni di quegli ultimi giri grazie alla telecronaca RAI dell'epoca curata da Mario Poltronieri. Lo sforzo si rivelerà estremamente importante per il pilota brasiliano, il quale farà fatica a uscire dalla monoposto e ad essere aiutato dai medici a causa di un problema alle braccia legato ai giri condotti con il cambio indurito. Una vera e propria impresa, quella di Senna, entrata nella storia della Formula 1 e che conferma ancora una volta il grande cuore e la grande generosità del pilota brasiliano. Un campione che, a distanza di tanti anni, resta e resterà per sempre nel cuore di tutti gli appassionati di FORMULA 1. Rüdiger Franz Gaetano Herberhold