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Simeone per noi

Raccontare l'impresa dell'Atletico Madrid nella Liga con la solita retorica delle cenerentole può far comodo a tutti i dirigenti, gli allenatori e i giocatori che spiegano, spesso preventivamente (la cosa insopportabile è proprio questa), i propri fallimenti con il budget di mercato a disposizione. Senza andare troppo lontano, dalla Juventus campione d'Italia al Milan fuori dalle coppe dopo 16 anni tutti si autoflagellano sostenendo che senza investimenti stellari non si possa nemmeno scendere in campo in Champions League e a volte nemmeno nei campionati nazionali. Eppure i pessimi risultati europei di Manchester City e Paris Saint-Germain negli ultimi anni dovrebbero almeno consigliare un po' di cautela… Scorrendo le liste dei convocati o pre-convocati (come nel caso dell'Italia) ai Mondiali si scopre che in Brasile solo Bayern Monaco e Manchester United avranno più giocatori (16 e 14) di Juventus e Napoli (13 per entrambe, stesso numero di Real Madrid e Barcellona!), che l'Inter descritta come disastrata ne avrà un numero pari al ricchissimo Paris Saint-Germain (10), che la risparmiosa Lazio, che come i nerazzurri la Champions la vede in cartolina, ne avrà 9 come quel Borussia Dortmund che a tratti gioca il miglior calcio del mondo (l'anno scorso più di questo). Insomma, se Conte e Mazzarri si ritengono meno bravi di Simeone possono anche dare le dimissioni e lasciare spazio ad allenatori più ambiziosi. Magari lo stesso Simeone, sempre che a Madrid siano così folli da lasciarselo scappare.