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Messico e nuvole

La medaglia d’oro del Messico conferma l’ottimo momento di questa nazionale a livello giovanile e prolunga ancora una volta l'attesa dei brasiliani, mai vittoriosi a un’Olimpiade (tre argenti e due bronzi), e capaci di perdere una competizione che sembrava fatta apposta per loro. Vediamo alti e bassi del calcio visto a Londra, senza soffermarci sull’utilità di questo sport alle Olimpiadi o sul reale interesse che le compagini dimostrano verso questo torneo. MESSICO. Il Ct Tena ha creato una squadra ben organizzata composta da elementi che giocano tutti in patria, eccezion fatta per Giovani dos Santos del Tottenham, tra l’altro non in campo in finale. Azzeccatissimi i tre fuori quota: il portiere Corona, il centrocampista Salcido e l’attaccante Oribe Peralta. Quest’ultimo, ventottenne del Santos Laguna, ha steso il Brasile in finale con una doppietta: ha sfruttato un regalo di Rafael in occasione dell’1-0 (dopo 28 secondi di gioco), e ha colpito di testa sugli sviluppi di una punizione in occasione del raddoppio. La nazionale centramericana potrà stupire anche ai prossimi Mondiali: l’ossatura è buona, gli innesti di Chicharito Hernandez e Vela ne aumenteranno lo spessore. BRASILE. La Seleçao non ha mai convinto in questi Giochi londinesi, nonostante l’approdo alla finale con sole vittorie, e la popolarità del Ct Menezes è ai minimi storici. La qualità del Brasile a livello individuale non aveva rivali, soprattutto dopo le precoci eliminazioni di Spagna e Uruguay. A livello corale invece, i verdeoro hanno lasciato a desiderare: puoi avere tutti i Neymar del mondo, ma se giocano da soli, riduci il tuo gioco alle singole fiammate: per le Olimpiadi potrebbe anche bastare (anche se non è stato questo il caso), per i Mondiali sicuramente no. C’è da lavorare: il prossimo banco di prova sarà la Confederations Cup nel 2013. EUROPEE. Le nazionali del vecchio continente non conquistano l’oro da Barcellona ’92. Da lì in poi hanno vinto Nigeria, Camerun, Argentina (due edizioni consecutive) e Messico. In questo lasso di tempo, le squadre europee hanno portato a casa appena due medaglie: l’argento spagnolo a Sydney e il bronzo azzurro a Atene. Con quattro squadre presenti (Regno Unito, Spagna, Bielorussia e Svizzera), almeno un metallo era preventivabile: o con i britannici, messi in campo a casaccio, ma pur sempre padroni di casa; o con gli spagnoli, che potevano vantare gente come De Gea, Mata, Javi Martinez, Jordi Alba e Tello e che invece sono usciti con zero vittorie e zero gol all’attivo. ASIATICHE. La Corea del Sud ha vinto il bronzo, ma sono doverosi i complimenti al Giappone, che è arrivato in semifinale nel torneo maschile e in finale in quello femminile. La selezione di Sekizuka è calata alla distanza: arrivata fino alla semifinale senza nemmeno un gol subito e con la prestigiosa vittoria sulla Spagna alle spalle, ha poi perso contro il Messico, sgonfiandosi di colpo. Di quella gara rimarrà almeno il grande gol di Otsu, uno dei più belli del torneo. Incolore la squadra degli Emirati Arabi Uniti. ALTRE AMERICANE. L’Uruguay di Oscar Washington Tabarez non era certo venuto a Londra a fari spenti: la presenza dei fuoriquota Cavani e Suarez serviva da sola a far capire che l’obiettivo era almeno il podio, anche per confermare gli ottimi risultati degli ultimi anni: il quarto posto ai Mondiali del 2010, la vittoriosa Copa America e il secondo posto del Sudamericano Under-20  del 2011. Uscendo ai gironi, la Celeste è stata, con gli iberici, la principale delusione del torneo. Può ritenersi soddisfatto invece l’Honduras, che ha battuto la Spagna e ha fatto soffrire il Brasile ai quarti (due volte in vantaggio e in inferiorità numerica, prima di cedere per 3-2). AFRICANE. Delle tre squadre del Continente Nero, quella che si è comportata meglio è il Senegal, imbattuto ai gironi e fatto fuori dal Messico ai quarti di finale solamente ai supplementari. Questa volta però non arrivano medaglie: è appena la seconda volta che accade nelle ultime sei edizioni. I RISULTATI. Gruppo A (Regno Unito 7, Senegal 5, Uruguay 3, Eau 1): Eau-Uruguay 1-2, Regno Unito-Senegal 1-1, Senegal-Uruguay 2-0, Regno Unito-Eau 3-1, Senegal-Eau 1-1, Regno Unito-Uruguay 1-0. Gruppo B (Messico 7, Corea del Sud 5, Gabon 2, Svizzera 1): Messico-Corea del Sud 0-0, Gabon-Svizzera 1-1, Messico-Gabon 2-0, Corea del Sud-Svizzera 2-1, Messico-Svizzera 1-0, Corea del Sud-Gabon 0-0. Gruppo C (Brasile 9, Egitto 4, Bielorussia 3, Nuova Zelanda 1): Bielorussia-Nuova Zelanda 1-0, Brasile-Egitto 3-2, Egitto-Nuova Zelanda 1-1, Brasile-Bielorussia 3-1, Brasile-Nuova Zelanda 3-0, Egitto-Bielorussia 3-1. Gruppo D (Giappone 7, Honduras 5, Marocco 2, Spagna 1): Honduras-Marocco 2-2, Spagna-Giappone 0-1, Giappone-Marocco 1-0, Spagna-Honduras 0-1, Giappone-Honduras 0-0, Spagna-Marocco 0-0. Quarti di finale: Giappone-Egitto 3-0, Messico-Senegal 2-2, 4-2 dts, Brasile-Honduras 3-2, Regno Unito-Corea del Sud 1-1, 5-6 dcr. Semifinali: Messico-Giappone 3-1, Corea del Sud-Brasile 0-3 Finale per il terzo posto: Corea del Sud-Giappone 2-0. Finale: Messico-Brasile 2-1. Giovanni Del Bianco g.delbianco@guerinsportivo.it