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La differenza fra Zoff e Cannavaro

L'11 luglio 1982 è una data stampata nella memoria di tutti gli italiani, anche di quelli che il giorno della finale con la Germania Ovest non erano ancora nati. Il trentennale della vittoria quello storico Mundial è stato festeggiato in tono minore, a colpi di ricordi un po' annebbiati (addirittura si è letto che il 3 a 2 al Brasile, in una partita rivista mille volte, arrivò in contropiede quando invece nacque da un calcio d'angolo) e un po' scontati, forse anche perché l'ottimo Europeo della Nazionale di adesso rende meno urgente la nostalgia. Ma perché il Mondiale del 1982 rimarrà nell'identità collettiva di un popolo molto più di quello del 2006? Proponiamo ai lettori del Guerino qualche risposta. 1) Nel 1982 il calcio per nazionali era in proporzione molto più importante di quello per club, un po' per la dimensione finanziaria dei club, nemmeno paragonabile a quella di oggi, un po' per la centralità delle federazioni rispetto alle leghe. 2) Le frontiere erano state riaperte solo nel 1980 (e con un solo straniero, il secondo sarebbe arrivato proprio nell'estate 1982), quindi in un calcio autarchico tutto cioè che era riferito a una competizione internazionale aveva un fascino irripetibile. Basti pensare a come viene considerata oggi (da noi) l'Europa League... 3) In televisione si vedeva pochissimo calcio internazionale e solo quando erano coinvolte squadre italiane, quindi il Mondiale diventava l'occasione per scoprire giocatori di cui si conosceva solo il nome (fra l'altro grazie al Guerino, perché sui quotidiani lo spazio era minimo). 4) Le persone simbolo dell'Italia 1982 erano molto diverse da quelle del 2006, non c'è (o meglio, non ci sarebbe) nemmeno bisogno di spiegare la differenza fra Bearzot e Lippi o fra Zoff e Cannavaro. 5) Eravamo tutti più giovani, nel 1982, chi non era ancora nato mitizza cose che non ha visto e chi c'era rielabora fellinianamente la sua adolescenza. Twitter @StefanoOlivari