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L'Italia a metà

Siamo ai quarti dell’Europeo. Con una fatica forse eccessiva visto il girone, ma anche con qualche merito. Entriamo adesso in quello che un tempo era il vero Europeo delle prime otto. È stata sin qui una Nazionale azzurra a metà. Ottima contro la Spagna, almeno per un lungo tratto, buona nel primo tempo con la Croazia e pessima nella ripresa, al punto da rendere necessario il successo sull’Irlanda. Quella vista contro il Trap è stata la peggiore prestazione, appena illuminata dal gran gol di Mario Balotelli. Dove andremo? Contro la Francia, se Francia sarà, troveremo molte difficoltà. È una squadra fisica, giovane, che alla distanza potrebbe piegare le gambe azzurre. Proprio la condizione fisica sembra la cosa peggiore dell’Italia 2012. Prandelli ha lavorato male, nel senso di Nicolò, figlio di Cesare. Speriamo che si sia ragionato per il proseguio e che i nostri non finiscano in riserva come le altre volte. Tutto sommato, meglio prendere l’Inghilterra o l’Ucraina. Complessivamente, l’attuale Nazionale non è un granché. Direi che è quello che passa il convento in questa epoca, dove nessuna squadra italiana va oltre i quarti di Champions da un lustro (lasciamo stare l’Inter del Triplete, quella era Argentina). Abbiamo quattro reduci dal Mondiale tedesco che fanno ancora la differenza (Buffon, Barzagli, De Rossi e Pirlo), ma più vecchi di sei anni, e un grande talento in attacco (Balotelli), ancora acerbo per dimostrarsi uno su cui caricare l'intero peso di una Nazionale. Se in qualche giorno scatta una sorta di magia, cioè se i Marchisio, i Balzaretti, il deludente Thiago Motta e il resto della truppa faranno un salto significativo, forse potremmo avere qualche chance in più. Altrimenti no. Prandelli ha ritrovato il suo modulo, anche questo potrebbe aiutare. Siamo a metà di un viaggio che dovrà portare a Brasile 2014. Sarebbe bello, però, intascare i dividendi in anticipo. Twitter@matteomarani