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Serie B - Cinque domande al campionato

Calcioscommesse. Quale valore dare alla classifica dopo i deferimenti di Palazzi? Sarà anche vero (come ha scritto Stefano Olivari) che la montagna ha partorito un topolino, ma il piccolo ratto rischia di sconquassare l'intero campionato di B. Perché proprio qui (possibile solo qui? concordo con i dubbi di Olivari…) si è concentrata (per ora) la gran parte dei deferimenti a calciatori e società. Posizioni molto diverse tra loro, accertamenti, distinzioni e responsabilità che andranno valutate e soppesate con cura e altrettanta cautela, ma appare ormai chiaro che sulla classifica cadetta che leggiamo oggi rischia di abbattersi uno tsunami di penalizzazioni tale da riscriverla. Come e quando? Questo è il dilemma. Perché le prime sentenze seguiranno di poco playoff e playout. Fermarsi e rinviarli, allora? Disputarli ugualmente e poi dire che è stato tutto uno scherzo e che dovevano giocarli altre squadre? E finita la prima puntata di Calcioscommesse siamo sicuri che non uscirà allo scoperto qualche altro pentito, amico di un amico degli amici degli "zingari" (sulla cui credibilità, c'è da scommettere, il procuratore Palazzi sarà pronto a mettere la mano sul fuoco) che ci racconterà di altre partite taroccate nel tempo che fu? E di quale responsabilità si sono realmente macchiate quelle società (vedi Samp) la cui unica colpa è quella di aver ingaggiato la scorsa estate giocatori oggi sotto accusa (come il Bertani blucerchiato)? L'ordine è che lo show continui. Ma resta il dato di fatto. Dieci società deferite: AlbinoLeffe, Ascoli, Empoli, Grosseto, Livorno, Modena, Padova, Pescara, Reggina e Sampdoria. E allora non ci resta che l'auspicio del presidente della Lega di B Abodi: «Più che fare in fretta, si faccia bene». Come dire: che almeno sia davvero giustizia. Proviamo a parlare comunque di calcio giocato. Tre giornate al termine, quattro squadre in tre punti. Lo scontro diretto di sabato fra Pescara e Torino può spezzare l'equilibrio? Direi di più. Quattro squadre in tre punti e tutte in apparente splendida forma. Difficile individuare l'anello debole. Calendario alla mano, gli snodi cruciali potrebbero diventare tre, se non addirittura quattro. Certo, la sfida di sabato fra la formazione di Zeman e quella di Ventura è quella che più intriga, non fosse altro perché pone di fronte le prime due della classifica. Ma non va sottovalutato neppure il recupero di martedì 15 fra Torino e Sassuolo (e lo stesso giorno, attenzione, si giocherà il proseguimento di Livorno-Pescara, dove gli abruzzesi partono da uno 0-2 affatto facile da ribaltare) e il big match che opporrà domenica 20 la ritrovata Sampdoria (impegnata a difendere il posto playoff) al Pescara (ore 18, quindi entrambe sapendo già il risultato di tutte le altre). Che dire? Se non tutto, fra sabato 12 e martedì 15 si può comunque decidere molto. L'impressione è che il Pescara si giochi una bella fetta di credibilità: se gli va bene (ovvero, batte il Toro, strappa almeno un pari a Livorno ed esce indenne da Genova), ha un piede e mezzo in A, altrimenti saranno dolori. Più o meno lo stesso discorso del Torino. E allora attenzione al Verona, forse ancora più del Sassuolo: ha il fiato grosso, ma tre partite abbordabili (fuori il retrocesso AlbinoLeffe e il tranquillo Modena, in casa il più probante Varese). Piccolo particolare: AlbinoLeffe (sopra, il gol subito da Tavano nel recupero di martedì contro l'Empoli) e Modena devono affrontare sia Torino che Verona. Lo faranno con la testa al campionato o al Calcioscommesse? La seconda risposta inquieta. E torniamo alle considerazioni fatte sopra. Modena fra le squadre più chiacchierate. E c'è pure questa storia della squadra data "in affitto". Di che si tratta? È un'ipotesi alla quale l'azionista di maggioranza del Modena, la cooperativa CPL Concordia rappresentata da Roberto Casari, sta lavorando. Visto il bilancio in passivo (si parla di 2-3 milioni di euro da ripianare), le alternative sarebbero due: l'ingresso di un nuovo socio "forte" (il sogno è rappresentato da Stefano Bonacini, attuale presidente del Carpi, al secolo Mister Gaudì, noto marchio di abbigliamento per giovani) oppure l'affidamento del club (improprio parlare di affitto, si tratterebbe più di un comodato d'uso) a un gruppo di professionisti esterni che opera già nel mondo del calcio (si parla con insistenza di una cordata romana di procuratori, dirigenti ed ex calciatori fra cui Fabio Galante) e che gestirebbero la società in nome e per conto della proprietà. Proprietà che fisserebbe il budget entro il quale il gruppo dovrebbe muoversi. Bonacini, con il Carpi impegnato nei playoff-promozione di Prima Divisione, arriverebbe solo in caso di mancata promozione in B della propria squadra. Ma questo si saprà solo a fine maggio o inizio giugno. Ecco perché al momento appare più percorribile la seconda strada. Via Madonna, dentro Perotti. Cosa cambia nel Livorno? Non molto, sotto il profilo tecnico. La squadra è questa, a quattro gare dalla fine (tre più la prosecuzione con il Pescara) la si può aggiustare, ma non modificare in toto. Quello che Perotti può invece fare, è cercare di entrare nella testa di un gruppo a cui la scomparsa di Morosini ha dato il colpo di grazie finale, ma che già in precedenza aveva manifestato preoccupanti segnali di fragilità psicologica. Gli amaranto non sono peggio delle altre concorrenti per la salvezza, ma soffrono della mancanza di leadership in campo, di giocatori capaci di prendersi delle responsabilità nei momenti cruciali della partita, di suonare la carica, di dare la scossa. Uno, purtroppo, c'era e non c'è più. Il calendario, fatta eccezione per l'impegno casalingo con il Sassuolo, non è impossibile (Brescia fuori, Grosseto in casa). Tornare da Pescara con i tre punti maturati nella prima mezz'ora (si parte dal 2-0) diventa fondamentale. Hai detto poco... Il Padova è fuori dai playoff? La matematica dice di no, ma la classifica certifica che la squadra di Dal Canto ha imboccato il viale del tramonto. Un solo punto nelle ultime cinque partite. Un'emorragia che la restituzione dei tre punti conquistati sul campo nel contestato match di andata contro il Torino (e pende sempre il controricorso granata) hanno solo in parte tamponato. Infortuni, partite girate male, prestazioni sottotono di qualche giocatore. Ci sta tutto. Ma l'impressione è che da quando la società ha cominciato a occuparsi più del contorno che del campo, con l'ingaggio del "consigliere" Baraldi (che consigli poi tanto illuminati non deve aver dato, visti i risultati…), le voci sul possibile cambio del tecnico (che Dal Canto non può aver preso bene) e il divorzio ormai annunciato dal diesse Foschi, la situazione sia precipitata. Solo un caso? Gianluca Grassi