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Serie B - Cinque domande al campionato

Tre sconfitte nelle ultime tre gare. Il Pescara è in crisi? Crisi di risultati, non certo di gioco. E mettiamo nel conto pure alcune "fischiate" discutibili che hanno fatto arrabbiare Zeman. Insomma, il Pescara è ancora vivo. Senza nascondersi, però, che certi "orrori" difensivi rischiano di macchiare in modo decisivo il cammino abruzzese, anche perché il saldo fra gol fatti e gol subiti (attualmente +16) non premia più la squadra come nella prima parte della stagione. Reparto giovane, poco smaliziato e ancor meno aiutato da uno schieramento spregiudicato, sempre al limite, la difesa biancazzurra sta lentamente smarrendo gli abituali punti di riferimento e nelle ultime partite, al di là degli episodi (in parte anche sfortunati) ha dato l'impressione di giocare in affanno, con paura, conscia della propria debolezza. Uno stato d'animo che gli avversari più scafati (vedi Granoche) sanno fiutare e punire. Improbabile un ravvedimento tattico di Zeman (chissà, magari con una difesa "a tre"…). Ma contro il Livorno andranno messe da parte ansie, timori e incomprensioni. La qualità della prestazione sarà importante tanto quanto i tre punti. Quanto c'è di Calori nella rinascita del Brescia? La società ha lavorato al meglio sul mercato di gennaio, aggiungendo qualità in difesa e in attacco. Lui si è mosso molto bene dentro spogliatoio, curando la persona prima ancora che il giocatore. È entrato nella testa di ognuno, ha posto degli obiettivi comuni, ha fatto in modo che le doti individuali fossero messe al servizio del gruppo. Un gruppo giovane, di sicuro talento ma poco abituato ad assumersi delle responsabilità. Un gruppo che pensava di essere una squadra qualunque, come tante. Che vivacchiava alla giornata. Calori lo ha invece reso consapevole delle proprie qualità. E da tre mesi il Brescia si è messo a correre. La trasferta di Genova è un importante esame di maturità. Perin, Bardi, Frison, Seculin, Colombi, Zandrini: sta rinascendo la scuola italiana dei portieri? In realtà la scuola italiana dei numeri uno non era mai scomparsa. Il fatto è che anche in questo ruolo il mercato straniero aveva preso il sopravvento. Poi la crisi economica e la nuova filosofia di questa Serie B che ha deciso di investire con coraggio (e con continuità) sui giovani hanno portato alla valorizzazione di eccellenti interpreti del ruolo. Perin (freddo e capace di rendere apparentemente facili le cose difficili) e Bardi (esplosivo e con la personalità del leader) sono una spanna sopra gli altri. E parliamo di due ragazzi del '92. Se il buongiorno si vede dal mattino... La Roma è solo l'ultima ad essersi messa in fila per Sau: il ragazzo vale davvero la Serie A? Marco Sau (nella foto) ha 25 anni e, con tutto il rispetto per le esperienze di Manfredonia, AlbinoLeffe, Lecco e Foggia, è al primo vero campionato che conta (senza penalizzazione la Juve Stabia sarebbe a quota 50, in corsa per i playoff). Ha ampi margini di miglioramento, difficile dire dove possa arrivare. Però di lui mi colpisce soprattutto una cosa: non segna mai gol banali. Mica poco, vi pare? LA PAROLA AI LETTORI "El Pampa" domanda: La Reggina, scegliendo di lanciare nella serie cadetta giovani promesse e puntando a diventare serbatoio per club di alto livello, è sulla strada giusta? Politica necessaria, oltre che giusta. Non vedo grandi alternative. Dopodiché bisogna essere bravi sia ad allevarsi in casa qualche buon prospetto (e la Reggina lo ha fatto, vedi i fratelli Viola, Rizzo, Castiglia, Ceravolo, Cosenza) che a pescarne qualcuno altrove (e anche qui gli amaranto hanno visto giusto nel prendere, ad esempio, Angella, Ragusa, D'Alessandro e Zandrini) attraverso compartecipazioni o prestiti con diritto di riscatto. Senza che il risultato ne debba per forza uscire penalizzato. Di certo la squadra di Gregucci meriterebbe attorno a sé un po' più di entusiasmo. Gianluca Grassi Proponete le vostre curiosità e vi risponderemo nel prossimo punto sul campionato di B.