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Serie B - Cinque domande al campionato

Florenzi-boom a Crotone. È nata una stella? Meglio evitare giudizi affrettati. Siamo però di fronte a un ottimo prospetto. Non per niente Florenzi (nella foto) è nel giro dell'Under 21 di Ferrara e il fatto che sia cresciuto nella Roma rappresenta una sorta di certificato di garanzia. Bene ha fatto il Crotone a investire su di lui (prestito con diritto di riscatto della metà fissato sui 300mila euro). Piace perché entra spesso nel vivo del gioco, interpreta bene entrambe le fasi, sa rendersi utile in più ruoli (centrocampista centrale, esterno offensivo nel 4-2-3-1 ma all'occorrenza perfino laterale difensivo) e vede la porta come pochi altri (gol d'autore, fra l'altro), agevolato anche dall'innata dote di sapersi inserire con i tempi giusti. Giocare in una squadra non di primissimo piano lo ha aiutato, perché lo obbliga ad assumersi più responsabilità. Ma lui ci ha messo del suo. I paragoni per un giovane rappresentano sempre un'arma a doppio taglio, ma giusto per farmi capire ne azzardo uno: Marchisio. Con le dovute proporzioni, Florenzi nel modo di muoversi gli assomiglia molto. Quattordici reti per Sforzini (Grosseto),  suo miglior bottino di sempre. Perché non ha sfondato in A? L'ho seguito sabato e mi pare davvero in condizioni strepitose. La preparazione e l'esecuzione del secondo realizzato al Sassuolo sono da bomber di categoria superiore. Eppure in A Sforzini ha giocato in tutto appena 11 partite (8 nel Bari e 3 in Romania nella fugace avventura nel Cluj, dove è comunque riuscito a debuttare in Champions). Il treno giusto l'ha perso anni fa, nel 2005, quando ancora 21enne, dopo una bella stagione in C2 con il Sassuolo, venne acquistato dall'Udinese. Da qui una serie di prestiti che però non hanno mai convinto i dirigenti bianconeri a puntare definitivamente su di lui. La causa? Più caratteriale che tecnica. Un dirigente mi confidò qualche anno fa che Nando viene da buona famiglia e questo ha fatto sì che forse non gli sia scattata dentro quella molla che per molti è la "fame" di successo e di realizzazione. Mai dire mai, però. A 28 anni Sforzini può ancora recuperare parte del terreno perduto. Se resta sui livelli odierni, merita senz'altro un'altra chance in A. Questa Samp può riaprire il discorso promozione? Diciamo che adesso la Samp ha schemi funzionali agli uomini che dispone e raccoglie di conseguenza. Bravo Iachini a toccare le corde giuste e brava la società a rimediare in extremis a scelte estive a dir poco fallimentari. Una volta mollata la zavorra che ne aveva limitato il rendimento nel girone di andata (vogliamo parlare delle scarse motivazioni di "senatori" come Palombo, Accardi e Maccarone? dei problemi tattici incontrati da Dessena e Bentivoglio? del deludente rendimento di Piovaccari?), complicando i piani di Atzori (colpevole, semmai, di aver insistito troppo su un modello di gioco mal digerito dai suoi), gli innesti di gennaio (Munari, Juan Antonio e Pellè su tutti) hanno ridato un assetto credibile alla squadra. La volata è partita da lontano. Forse troppo. Ma Iachini con la sua grinta (leggere l'intervista sul Gs che troverete in edicola da martedì 10) può piazzare una rimonta degna del miglior Cavendish. Venerdì Sassuolo-Modena. Derby a sorpresa? Dalla "manita" dell'andata (5-2 per il Sassuolo in una partita senza storia) sono cambiate parecchie cose. È cambiato, in meglio, il Modena. Che grazie ai nuovi acquisti (Ardemagni, Cellini, Perticone e Signori hanno aggiunto qualità in ogni reparto) e alla tranquillità trasmessa al gruppo da Bergodi (non a caso richiamato al posto di Cuttone per volere della squadra) ha impresso un'altra marcia al suo campionato. In linea con quelle che erano poi le attese d'inizio stagione. Mentre sul fronte opposto il Sassuolo, pur restando tenacemente aggrappato al treno di testa, comincia ad accusare qua e là qualche piccolo cedimento. La tattica attendista di Pea non paga più come prima, le gambe si sono fatte pesanti e le idee (specie a centrocampo) non sono sempre lucide. Dopo l'infortunio di Sansone (che potrebbe rientrare nel derby) è esploso Troianiello, ma non è ancora pervenuto il vero Missiroli (un fantasma che non vale i 3,5 milioni di euro spesi per il cartellino). E se Gazzola (gran bel giocatore: possibile che in A nessuno se lo sia filato?) imperversa sull'out destro, a sinistra Longhi ha perso lo smalto dei tempi migliori. Insomma, grande equilibrio, tripla d'obbligo e una certezza: al Braglia non ci si dovrebbe annoiare. Cambio di allenatore a Gubbio. Dopo Pecchia, Simoni e Alessandrini, ecco Apolloni. Riuscirà nel miracolo? Detto che Pecchia ha pagato lo scotto del debutto (e l'azzardo di chi lo ha scelto) e che ad Alessandrini non è stato concesso neppure il tempo di capire dove fosse capitato, perché Apolloni (che pure ha già dimostrato in categoria di saperci fare) dovrebbe riuscire là dove ha fallito l'esperienza di Gigi Simoni? Voglio dire che il Gubbio vale l'attuale classifica. Finora si è dimostrato squadra piena di buona volontà ma con limiti tecnici altrettanto evidenti. Con l'attacco più anemico del torneo e la terza peggior difesa, i playout restano una chimera. Apolloni si è preso una bella pesca. Gianluca Grassi E voi,  avete qualche domanda da fare al campionato di Serie B? Scriveteci e inseriremo le più interessanti in questa rubrica.