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La testa di Nadal

Rafa Nadal ha molte cose in comune con Bjorn Borg, ma di sicuro non quella di essere scoppiato di testa a 25 anni. E anche le malandate ginocchia tanto logore alla fine non sembrano, quattro ore di recuperi e scatti sul duro non sono uno sport per tutti. Lo spagnolo ha ancora tantissima voglia, al punto da aver replicato per l'ennesima volta contro Roger Federer quello che ormai è un copione fisso sui campi che non siano velocissimi (e quello della Rod Laver Arena è davvero lento). Grande inizio dello svizzero, molto centrato e sicuro nei game di servizio e 'osante' in quelli di risposta, Nadal che rimane aggrappato e che nel secondo set fa girare la partita, gasandosi con qualche recupero straordinario e vedendo l'avversario che cala fisicamente senza riuscire più ad aggirare la palla in modo da tirare il diritto di sfondamento. In altre parole Nadal è più forte del più forte di sempre quando la superficie lo obbliga a tirare in ogni scambio tre colpi che sarebbero vincenti contro chiunque ma che contro Nadal danno al massimo un punto. Di interessante la prima semifinale del singolare maschile dell'Australian Open, giocata dai due campioni che tutti vogliono vedere uno contro l'altro, ha comunque detto diverse cose. 1) Nadal non è affatto logoro, a dispetto di fasciature al ginocchio e delle dichiarazioni da ex amareggiato di qualche settimana fa: la prova poteva essere data solo da una partita contro uno dei due (più Murray) tennisti del pianeta al suo livello. 2) Adesso Federer quando incontra Nadal prova a tirare colpi vincenti per tutta la partita, senza arretrare: a Melbourne non ha commesso gli errori tattici di tante sconfitte soprattutto sul rosso (del resto ha perso il terzo set al tie break e nel quarto ha avuto la palla del 5 pari), ma ha 'solo' sbagliato molto ed è calato alla distanza come è ovvio che sia per un trentenne non dopato. 3) Lo storico braccio di ferro fra il diritto a uscire di Federer e il diritto mancino in allung di Nadal si è evoluto in qualcosa di più sottile, con una ricerca esasperata degli angoli da parte di entrambi, a prezzo di steccate (Federer) e di colpi sotterrati (Nadal). 4) Andando oltre il risultato, le dinamiche psicologiche fra i 'Big Three' non cambieranno nemmeno nel 2012: Federer soffre la conoscenza che Nadal ha di lui (le cinque sconfitte negli ultimi cinque confronti diretti in un prova dello Slam non sono arrivate solo per differenza atletica), che detesta la potenza di Djokovic il quale a sua volta contro Federer anche quando lo batte abbassa il livello fisico del suo gioco come se volesse sfidarlo sul suo terreno. Inimmaginabile, in ogni caso, che nel 2012 un giocatore diverso da Murray (mettiamoci anche un Del Potro pienamente recuperato e il miglior Tsonga) possa avvicinarsi a questi livelli. Twitter @StefanoOlivari