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Kvitova, la migliore quando ha voglia

Fra le tante numero uno del tennis femminile Petra Kvitova è la più numero uno di tutte, al di là di quello che dirà il computer WTA alla fine dell'Australian Open e dei gusti personali. Nel quarto di finale contro una Sara Errani per niente rassegnata ha giocato a sprazzi, facendosi rimontare nel primo set e rimontando nel secondo, ma con la solita costante: decide lei quando vincere e quando perdere. Insomma, mettendo a confronto le migliori al 100% del loro potenziale (la Serena Williams trascinatasi fino agli ottavi con la Makarova era, per dire, atleticamente impresentabile) la numero uno è le ceca. Che contro la Errani ha sparacchiato un po', salvandosi con la classe, con il diritto e con la risposta al servizio (complice la seconda palla dell'italiana). Intanto l'Australian Open ha decretato, anche dal punto di vista del computer, la fine dell'era di Caroline Wozniacki: la pura regolarità, anche ad un livello alto come il suo, paga fino a un certo punto. Oltretutto contro chi sbaglia di meno, come la Clijsters. E per la vetta sono ancora in corsa tre semifinaliste su quattro: la Azarenka, che se la vedrà con la Clijsters in semifinale, la Sharapova e appunto la Kvitova. Pur essendo professionisti della nostalgia, del genere 'Quanto era brava la Mandlikova' (lo pensiamo veramente, fra l'altro), non possiamo non notare che sia il tennis maschile che quello femminile stanno vivendo una nuova età dell'oro: campioni e campionesse fortemente caratterizzati, tutti convinti di essere i migliori. In uno sport dove i migliori non vengono decisi a tavolino o da un fischio 'educato', ma davvero dal campo. Vale anche per la Wozniacki, arrivata al numero uno non certo per raccomandazioni ma per risultati. L'età e i margini le consentiranno di tornare in corsa, ricordando che a 21 anni è già stata finalista agli US Open (nel 2009) e semifinalista proprio a Melbourne l'anno scorso. Twitter @StefanoOlivari