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Le pagelle di serie A: il Cesena si salva e rimane nella massima serie

Per il secondo anno consecutivo il Cesena finisce il campionato con la lettera A.

CESENA Il Cesena torna in serie A dopo 16 anni di assenza. Pochi avrebbero scommesso sulla salvezza dei romagnoli. Squadra viene guidata da Ficcadenti (una sola esperienza in A con la Reggina), tante variabili ed un pubblico che finalmente ritorna a seguire la propria squadra. ANTONIOLI 7- Il quarantaduenne con il fisico da giovane. Chi avrebbe pensato ad una simile longevità e a un rendimento così elevato, anno dopo anno? Ha tenuto a galla la sua squadra, infondendo sicurezza ad un reparto inedito. Leader silenzioso, mai sopra le righe. Continuerà ancora e il record di Ballotta sembra alla sua portata. CECCARELLI 6,5- Ha debuttato bene, poi il mister ha talvolta preferito un assetto un po’ più difensivo e così il buon Luca, cesenate doc, ex attaccante riciclato terzino (fluidificante) con successo, ha lasciato spazio ad altri, facendosi trovare comunque sempre pronto alla bisogna. Ha dato il 110% per le sorti del “suo” Cesena. VON BERGEN 6,5- Esordiente assoluto in serie A, ha tenuto botta compensando con la personalità la sua scarsa propensione tecnica. Stopper roccioso, sempre titolare. PELLEGRINO 6- Non un fulmine di guerra, ha composto un’affidabile coppia con Von Bergen, anche se si è alternato con Benalouane e Felipe (risultando a conti fatti il più affidabile). LAURO 6- Si è guadagnato un posto grazie alla sua abnegazione e alla sua umiltà, sfoderando prestazioni all’altezza. Meno esplosivo del Nagatomo che fu, ma comunque continuo e sicuro, anche in appoggio all’azione offensiva. CASERTA 6- In fase calante, ha garantito in ogni caso corsa, sacrificio ed esperienza, anche se gli standard catanesi sono sembrati lontani. COLUCCI 7- Leader e capitano, il giocatore che ha cambiato più maglie in carriera (assieme a Nicola Amoruso), a Cesena ha trovato l’ambiente migliore per maturare definitivamente (ok, a 30 anni compiuti!) e dimostrare che oltre a qualità tecniche indiscutibili, possiede anche le stimmate del condottiero. PAROLO 8- Uno dei giocatori – rivelazione dell’anno, giustamente accostato alle medie e grandi squadre, approda in Nazionale con pieno merito e medita di rimanerci a lungo. Incredibile l’ascesa di questo centrocampista agile e tecnico ma pure concreto e solido, da anni nell’orbita Chievo e protagonista a Foligno, all’Hellas, fino al doppio salto con i romagnoli. GIACCHERINI 8- Basta un copia-incolla di quanto scritto per Parolo, con la differenza che Giaccherini ha saputo imporsi in un ruolo molto difficile da interpretare, quello di attaccante esterno e movimentatore offensivo. Grande corsa, tecnica, personalità, coraggio da vendere e quella determinazione che lo ha fatto emergere alla distanza, dopo che nei primi anni di C/2 sembrava destinato ad una anonima carriera. Merita una prova di appello in una big. BOGDANI 7- Con Ficcadenti si trova ad occhi chiusi, non a caso i due avevano sfornato una stagione monstre insieme nell’Hellas. Centravanti atipico, gran fisico ma tecnica più che discreta, autentico pivot. Nell’ultimo periodo al Chievo sembrava ormai in ribasso e invece riemerge, facendo pesare la sua esperienza. APPIAH 5,5- Parte titolare, poi perde il posto, frenato dai secolari problemi fisici. Già è stato piacevole rivederlo in campo, dopo le grandi traversie personali e i seri problemi di salute. ROSINA 5- Assolutamente ininfluente ai fini della classifica e del campionato della squadra. Mai un guizzo, un’accelerazione, è parso fuori forma e scarico, anche a livello mentale. Un giocatore da ritrovare. JIMENEZ 6,5- Arriva a Cesena con lo spirito giusto, mettendo la sua superiorità tecnica al servizio di una squadra operaia e semi – debuttante. Schierato talvolta a centrocampo, dispensa servizi al bacio ma il meglio di sé lo dà in appoggio alle punte. BENALOUANE 5,5- Classico caso di giocatore pompato dai media (è stato associato persino alla Juventus) alla prova dei fatti appare ancora acerbo. Ha  alternato buoni recuperi,sfruttando la sua velocità, ad amnesie colossali. A volte sembrava poco concentrato, attendiamo miglioramenti. FELIPE 5- Vale lo stesso discorso fatto per Rosina. Talento eternamente penalizzato da problemi muscolari e fragilità assortite, arriva a Cesena dopo le incomprensioni di Firenze, con il proposito di puntellare una difesa inesperta. Finisce per raccogliere scampoli di gara, senza lasciare il segno. SANTON 6- Prima esperienza lontano da Milano per questo giovanissimo talento precoce, atteso ad una maturazione che tarda ad arrivare, dopo gli exploit di due anni fa, sotto la guida di Mourinho. Ma siamo sicuri che il terzino sia il ruolo a lui più congeniale? Mi sorge in merito qualche dubbio, ricordandolo come levriero di fascia (destra) quando anni orsono spopolò con gli Allievi nerazzurri e vedendolo al contrario impacciato come laterale difensivo al cospetto di attaccanti insidiosi. Ha ampi margini di miglioramento ma sembra aver pagato la  troppa esposizione mediatica e le luci della Nazionale. SAMMARCO 5,5 – Prima parte di stagione da spettatore (o quasi) a Udine; si rifà vivo a Cesena, dove cercavano un centrocampista con le sue caratteristiche: giovane ma esperto, duttile, tecnico ma pure combattente. Spiace constatare il precoce declino dell’ ex sampdoriano, che non ha convinto il tecnico Ficcadenti. BUDAN 6- Poco utilizzato, è in grado di sostenere da solo il peso dell’attacco.. se solo stesse bene per due partite di seguito. MALONGA 6,5- Buone prestazioni, non coronate da molti  gol, e questo è un limite enorme per un attaccante che deve necessariamente sgomitare per emergere in serie A. L’ex Henry del Toro (almeno così era stato presentato ai granata) non delude, guadagnando nel ritorno la fiducia del mister. Possiede indubbiamente grandi mezzi tecnici e atletici. PAONESSA e GOROBSOV sv- Mai visti in campo! E spiace per la sorta di due (ex) bambini prodigio, specie il primo che nelle giovanili del Bologna e nei primi assaggi di professionismo a Vicenza aveva letteralmente incantato, fino a scomodare paragoni con il giovane Del Piero. Ma guarirà mai dagli infortuni? Ritroverà fiducia nei suoi innumerevoli mezzi? Gianni Gardon