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Le pagelle di serie A: il Lecce riesce a conquistare la salvezza e resta in A

Il Salento in festa per la meritata salvezza del Lecce, che militerà anche nel prossimo Campionato in serie A.

Lecce Con 41 punti in classifica il Salento festeggia una salvezza conquistata con sacrificio, fortemente voluta da tutti, giocatori, squadra e tifosi. Il destino vuole che il Lecce raggiunga la matematica salvezza  proprio sul campo dei rivali storici, il Bari con una giornata d’anticipo. Complimenti ai giocatori e al Mister Di Canio. ROSATI 6,5- Alla prima stagione da titolare in serie A affina senz’altro la tecnica (un po’ approssimativa) e guadagna in esperienza, che per un portiere è una dote necessaria, così come la giusta personalità per guidare un reparto in apnea come quello di una difesa di una squadra in lotta per la salvezza. Nonostante qualche ingenuità, se la cava discretamente bene, grazie soprattutto al buon fisico. DONATI 6- Ventenne virgulto di scuola interista, all’esordio in A, rischia di naufragare alle prime uscite negative. Invece nel ritorno si rialza e convince De Canio a concedergli più spazio. Più valido in fase propositiva, il giovane terzino deve accumulare esperienza per migliorare pure in difesa. FERRARIO 6,5- Non delude all’esordio nella massima serie. Ruvido al punto giusto, smaliziato ed efficace. Compensa con l’applicazione il fatto di possedere scarsa tecnica individuale. GUSTAVO 6- A volte ingenuo e troppo falloso, porta esperienza ad un reparto giovanissimo e con la grande necessità di essere registrato. TOMOVIC 6,5- Puntella la difesa sul fianco destro, si impegna al massimo, fa valere la sua personalità. Probabile che il Genoa gli conceda una chance da titolare per la prossima stagione, dopo il buon scorcio di stagione in terra salentina. BRIVIO 6- Alla prima stagione da titolare in A, dopo il formativo tirocinio al Vicenza tra i cadetti, l’ex stella delle Nazionali giovanili azzurre, che non aveva mai convinto Prandelli ad utilizzarlo come si deve a Firenze, deve crescere senz’altro in personalità e recuperare il tempo perduto. Possiede grandi doti tecnico-tattiche. MESBAH 7- Uno dei più positivi, a suo agio sia come esterno basso di difesa (in alternativa al più contenuto Brivio) che come laterale a centrocampo. Reduce dalle fatiche mondiali, sfodera un campionato senza fronzoli, tutto grinta e abnegazione. SINI sv- Il nazionale Under 19 azzurro, di proprietà della Roma è sicuramente un gran prospetto, utilizzabile sia come centrale difensivo (il ruolo più congeniale) che come terzino sinistro. Frastornato all’esordio nella partita contro il Milan, il mister decide poi di puntare su giocatori più esperti per raggiungere un obiettivo difficile ma alla portata della squadra. VIVES 6,5- La gavetta fatta persona. Partito dagli infuocati campi di periferia del Sud, dove deliziava palati fini da trequartista, ottiene il visto per Lecce dove, con gli anni, diventa sempre più un jolly prezioso: centrocampista centrale, mezz’ala, laterale, addirittura terzino alla bisogna, anche in serie A non sfigura. MUNARI 7- Il suo rientro in pianta stabile tra i titolari, dopo i guai fisici, porta assoluti benefici. Trascinatore, gran rendimento, inserimenti spesso vincenti in area, prestanza fisica a centrocampo, guida per i compagni. BERTOLACCI 7- Uno dei più positivi, questo ventenne di proprietà romanista, già positivo nelle poche gare disputate in B, diventa pedina fondamentale nei momenti più delicati della stagione (segno di grande personalità). Centrocampista completo, piedi educatissimi, visione di gioco, inserimenti in zona gol (come dimenticare la splendida doppietta contro una stordita Juventus). Uomo mercato, merita una riconferma. GIACOMAZZI 6,5- La tempra e l’esperienza del capitano sono stati una manna dal cielo per la squadra pugliese, infarcita di giovanissimi. L’uruguaiano non delude, trasporta i compagni verso il raggiungimento della meta finale con successo. PIATTI 6- Parte bene, dimostrando una tecnica sudamericana davvero sopraffina. Ben presto però risulta tatticamente poco collocabile nello scacchiere giallorosso. Trequartista con scarso senso del gol, mediano troppo molle per supportare l’azione a tutto campo, finisce quindi per diventare una preziosa riserva di lusso. GROSSMULLER 6- Anche l’uruguaiano parte bene, godendo della fiducia del mister. Sfodera buone prestazioni, ma perde il posto al cospetto di compagni più esperti e adatti alle battaglie per la salvezza. CORVIA 7- Stagione della consacrazione per l’ex bomber delle giovanili romaniste (giocava in una supersquadra con De Rossi, Aquilani, Bovo, Lanzaro e Pepe tra gli altri); mostra grande personalità, carattere, segna gol d’autore, infonda sicurezza ai compagni. Finalmente sbocciato, può migliorare ancora la sua media reti. JEDA 6,5- Anche lui porta il suo bagaglio di esperienza e gol al servizio della squadra. Salvifica la sua doppietta nel derby con il Bari che di fatto consegna la salvezza ai salentini. DI MICHELE 7- Se sta bene fisicamente e trova un ambiente sereno che gli accorda la massima fiducia  (come è successo a Lecce con De Canio) è uno degli attaccanti più brillanti della serie A. La sensazione che potesse seguire la carriera dell’amico Di Natale è molto pregnante: ha pagato a caro prezzo le stagione disastrose al Torino e il lento recupero (psico)fisico. Possiede numeri d’alta scuola, un attaccante di razza. FABIANO 6,5- Una sicurezza in difesa, ha scalato pian piano tutti i gradini, dalla Lega Pro alla serie A, applicandosi tantissimo, mettendosi al servizio della squadra (più prosaicamente facendo a sportellate con gli attaccanti avversari di turno, che spesso è riuscito a imbrigliare e a marcare duro grazie al suo gran fisico da corazziere). OLIVERA 6,5- Sembrava perso per il grande calcio, classico esempio di giocatore dalle grandi qualità tecniche mai totalmente espresse negli anni spesi alla Juventus, alla Sampdoria e al Genoa. Invece l’uruguaiano, dopo una parentesi all’estero, torna in Italia al Lecce, dove finalmente coniuga il talento all’essenzialità, rivelandosi preziosissimo per la salvezza della squadra. Gioca la migliore stagione della sua carriera, dopo il boom degli esordi in patria. OFERE 6,5- Peccato si sia infortunato sul più bello, quando aveva incominciato ad integrarsi al meglio nel nostro campionato, segnando pure qualche gol. L’attaccante di colore, dal passaporto scandinavo, è la classica punta un po’ sgraziata tecnicamente ma velocissima e devastante sul piano fisico. Talento da affinare, ma sul quale puntare nuovamente per l’anno prossimo. CHEVANTON 6- L’ex stella del Lecce, un idolo indimenticato a queste latitudini, dopo un lungo peregrinare in giro per l’Europa, torna per dare una mano. Appannato nel fisico, ma non nel temperamento e nella carica agonistica, segna un gol pesantissimo sul finale di stagione e si ritaglia un posto d’onore nella storia di questa salvezza. RISPOLI, BERGOUGNOUX, COPPOLA e GIULIATTO sv- Per svariati motivi non hanno potuto incidere più di tanto sulle sorti della loro squadra. Incomprensibile l’involuzione di Coppola, un idolo al Genoa qualche anno fa, ci si aspettava qualcosa in più dal difensore ex bresciano Rispoli mentre Giuliatto, interessante terzino fluidificante mancino ormai da anni cade vittima di cronici infortuni. Gianni Gardon