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Le pagelle di serie A: delusione e rabbia per la Sampdoria che retrocede in B

Dopo 8 stagioni in serie A, la Sampdoria subisce l’umiliazione della retrocessione.In una sola stagione, dai preliminari di Champions alla serie B

Sampdoria Delusione, rabbia, incredulità. Dopo 8 stagioni nella massima serie subisce l’umiliazione della retrocessione. In una sola stagione, dai preliminari di Champions alla serie B. Garrone ammette le proprie colpe,  troppi errori. CURCI 5,5- Alla seconda retrocessione consecutiva, il suo balzo all’indietro come rendimento è esemplificativo della stagione maledetta della Sampdoria. ZAURI 6- Non sfigura, dando il suo valido apporto di esperienza e duttilità ma in fase difensiva è spesso sovrastato dalla velocità dei giovani attaccanti avversari. GASTALDELLO 5- Dopo la super stagione dell’anno precedente, fa un doppio salto all’indietro, perdendo presto il treno della Nazionale (a mio avviso più un premio per l’ottima stagione scorsa che un effettivo merito calcistico) e rendendosi protagonista negativo di molte incertezze che costano punti pesanti. LUCCHINI 5,5- Vale lo stesso discorso fatto per Gastaldello, anche se almeno lui sembra metterci il cuore fino all’ulitmo. ZIEGLER 6,5- Da uomo mercato a retrocesso nel giro di pochi mesi. Eppure rimangono impresse nella mente le sue discese sulla fascia e il suo sinistro al fulmicotone. Non può salvare nulla della debacle del girone di ritorno. PALOMBO 6,5- Il Capitano non demorde, lotta sempre e sprona degli atterriti compagni. Finisce applaudito, uno dei pochi della ciurma che affonda, mentre è in lacrime in mezzo al campo a chiedere scusa. Viste le numerose richieste (il valore del giocatore non si discute) se resta a Genova si tratterebbe di un vero atto d’amore nei confronti dei colori blucerchiati. MANNINI 5,5- Troppo confusionario, nervoso, sofferente del fatto di non essere ritenuto intoccabile crolla a picco nel girone di ritorno ma è un valido elemento sul quale puntare ad occhi chiusi per una pronta risalita nella massima serie A. POLI 6- A lungo fuori, prima per infortunio, poi per scelta tecnica, si rivede con il corregionale Cavasin, che punta sulla sua qualità per risalire la corrente. Il buon  Andrea ci mette tecnica e impegna ma il destino ormai pare ineluttabile. Uomo mercato, merita un’altra chance in serie A, magari in una Big dove potrebbe far lievitare le sue grandi qualità tecniche. TISSONE 5- Positivo solo a Bergamo, non si è più ripetuto a certi livelli in mezzo al campo. Serviva un regista con più personalità per guidare la squadra in un momento assai difficile. GUBERTI 6- Dopo il boom della passata stagione, dove era riuscito a supportare alla grande la super coppia Cassano- Pazzini, solo a tratti quest’anno mette in mostra le sue invidiabili doti tecniche. In B può fare davvero la differenza ma uno come lui appare francamente sprecato in cadetteria. POZZI 7- Perennemente alle prese con gravi infortuni, che lo bloccano puntualmente sul più bello, mette l’anima in campo (e pure qualche illusorio gol) e i tifosi questo glielo riconoscono salvandolo dalla feroce contestazione. Se sta bene, in B può superare la soglia dei 20 gol senza difficoltà. MACCARONE 6- Il buon Macca ci mette il cuore, la corsa, la faccia, qualche bel gol; non è colpa sua se non vale Pazzini o Cassano. Come Curci è alla seconda retrocessione consecutiva. MACHEDA 5- Spiace un sacco bocciare un talento così, ma onestamente alla Sampdoria non è riuscito a convincere il mister delle sue potenzialità. Negli occhi abbiamo ancora tutti in mente lo straordinario esordio di due anni fa in Premier con il Manchester e le parole d’elogio di Ferguson. Speriamo non siano informati bene sull’andamento generale della sua stagione blucerchiata! LASZCO 5,5- E’ giovanissimo e la colpa della brutta stagione non è certo sua; certo, esordire l’anno prima sarebbe stata tutta un’altra cosa. Più fluidificante che terzino di contenimento. BIABIANY 5- Dopo la bellissima stagione al Parma, delude parzialmente le aspettative al ritorno alla casa madre Inter, nonostante più  per necessità che per convinzione Benitez lo faccia giocare molto spesso in avvio. Acerbo in una big, acerbo in una squadra in piena crisi di identità e risultati. Rimane il giocatore più veloce della serie A ma pecca in concretezza. DESSENA 4.5- Che rimane del brillante centrocampista visto all’opera nel Parma e nell’Under 21. Da anni non azzecca una stagione, fallisce a Cagliari in un ambiente dove tutti riescono a dare il meglio, torna a Genova e non ottiene la fiducia degli allenatori che gli preferiscono spesso altri compagni. Dove sono finite le qualità di mediano dai piedi buoni, la corsa, il senso tattico che gli riconoscevamo? Deve ritrovare fiducia nei suoi mezzi, altrimenti rischia di diventare una meteora vera e propria. KOMAN 5,5- Troppo leggerino nei momenti in cui servono grinta, furore agonistico e rabbia positiva. Buoni tocchi, alcune ottime triangolazioni sulla fascia e inserimenti in area ma si annulla quando il gioco si fa duro, quando a metà campo occorre combattere per raggiungere la salvezza. L’anno scorso, nella stupenda stagione del Bari, anche lui aveva fatto la sua parte con merito e tutti lo ricordiamo validissimo fantasista nelle giovanili blucerchiate  con Poli, Fiorillo e Mustacchio vincere uno scudetto meritatissimo. In B potrebbe far valere la sua già buona esperienza acquisita (è pure nel giro della sua nazionale) e diventare un leader, ma deve crescere in personalità. VOLTA 6- Brillante inizio di campionato, tornato alla base dopo diverse stagioni positive lontano da Genova, specie quella recente di Cesena. Frastornato anche lui nel girone di ritorno, perde colpi e il posto da titolare (non che i sostituti facciano meglio a dir la verità). PERTICONE sv- Forse non ancora pronto per la serie A, dopo una stagione appena sufficiente l’anno scorso a Livorno, culminata con la retrocessione dei labronici. Acquisto di rincalzo e poco più, ma in B può dare una grossa mano per risalire prontamente. MARTINEZ 5- Lontano da Brescia il Tuma proprio non ingrana. Arriva nel momento peggiore, poi il mister preferisce giocatori più esperti. Assiste mestamente dalla panchina al lento e inesorabile declino della sua squadra. DA COSTA 5,5- Gioca in pratica le ultime tre partite di campionato, le più dure. Lodevole soprattutto la sua calma e la capacità di farsi trovare pronto. Tuttavia ricordiamo una sua parata degno di questo nome. Gianni Gardon