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Le pagelle di serie A: stagione deludente per il Bari che retrocede in serie B

Da squadra rivelazione nella stagione passata alla retrocessione in B. Il Campionato italiano di serie A perde una delle squadre del Sud.

BARI Da squadra rivelazione nella stagione precedente con un meritato decimo posto a Cenerentola del campionato. Purtroppo una campagna acquisti mediocre, inoltre diverse cessioni e i continui problemi di Barreto uomo-leader. A nulla vale il cambio di panchina con l’ingresso di Bortolo Mutti, il Bari retrocede nella serie cadetta dopo soltanto un anno di serie A. GILLET 6,5 – L’ultimo ad arrendersi, ha cercato di tenere in piedi la baracca fino a che la retrocessione non è stata sancita dagli impietosi numeri. Per il grande attaccamento alla maglia potrebbe restare, ma è indubbio che meriterebbe di mantenere (almeno lui) la categoria A.MASIELLO 6 – L’anno scorso fu oscurato dai gioielli Bonucci e Ranocchia, ma in realtà fece il suo in maniera egregia ed era perciò atteso alla riconferma. Un passo indietro ma in fondo, come Gillet, risulta essere uno dei meno colpevoli. BELMONTE 6- Cresciuto nel vivaio, dopo un discreto finale di stagione scorso, quest’anno ha avuto una grande chance di esplodere in serie A. Ha alternato alti e bassi ma è cresciuto in personalità. ROSSI 5,5 – Neanche parente con l’omonimo Giuseppe, stella del Villareal, con il quale vinse un campionato Allievi con il Parma (in quella squadra pure l’altro gioiellino Lupoli, il figlio d’arte Mandorlini e il desaparecido Savi, ormai perso in Lega Pro), Rossi è ancora atteso ad una consacrazione, dopo i buoni assaggi con Delneri alla Sampdoria. Protagonista, suo malgrado, di alcuni episodi sgradevoli (espulsioni, gomitate ricevute), deve maturare e crescere. Un anno in B appare per lui salutare. PARISI 6- Giocatore in declino, dopo aver esordito addirittura in Nazionale ai tempi di Messina. Meno martoriato da infortuni, ma comunque sottoutilizzato. Ha segnato alcuni bei gol dalla distanza col suo sinistro al fulmicotone. ALVAREZ 4.5- Lontano parente della “Freccia Nera”, che solo 12 mesi prima imperversava su tutta la fascia destra. Inconcludente, fumoso, non all’altezza di questa categoria. DONATI 5- Sottotono, sembrava rassegnato già dalle prime battute di campionato. ALMIRON 4.5 – Fedele alla regola per la quale non azzecca mai due campionati di fila, riecco l’Almiron né carne, né pesce di Torino e Firenze. Uno dei motivi di regressione della squadra è stato proprio il suo brusco calo di rendimento rispetto alla splendida stagione scorsa, dove a tratti sembrava veramente Veron. RIVAS 4 – Oggetto misterioso. L’anno scorso abbagliò più di un addetto ai lavori, finendo sui taccuini di grandi squadre come la Fiorentina. Invece a 28 anni  è ancora un incompiuto, discontinuo e con poca personalità. RUDOLF 7- Proveniente dal Genoa, dove a sprazzi aveva già esibito buoni numeri, viene a Bari in una situazione  molto difficile e conferma le buone impressioni suscitate sin dagli esordi in Champions nella passata stagione. Da solo però solo Maradona riusciva a vincere le partite. BARRETO 5,5- Bloccato dagli infortuni, non ha saputo confermare il bottino di gol dell’anno scorso. E anche a causa del suo forfait il Bari è crollato. HUSEKLEPP 5- Impalpabile, non degno di un campionato impegnativo come la serie A. OKAKA 5- Avrebbe dovuto essere il valore aggiunto in un momento di difficoltà; rischia invece di rimanere un’eterna promessa. Ha esordito troppo precocemente ma non ha mai mantenuto appieno le premesse entusiasmanti romaniste. Da salvare solo un importante gol decisivo nel derby contro il Lecce. GHEZZAL 6,5- Non è bastato il suo impegno e il suo dinamismo. Sovente schierato larghissimo sulla fascia sinistra, ha un po’ snaturato le sue caratteristiche, visto che a Crotone e a Siena si era imposto come pericoloso ed efficace goleador da area di rigore. GLIK 5- Voleva dimostrare a Zamparini, proprietario del suo cartellino, di meritarsi una chance in rosanero per la prossima stagione e invece raccoglie poche apparizioni e non si dimostra certo all’altezza della situazione. CODREA 5,5- Ennesimo innesto di gennaio, complice una condizione fisica assai precaria, non riesce ad innescare il giusto cambio di passo alla squadra. In passato però si era sempre reso buon protagonista come centrocampista in grado di dettare i tempi davanti alla difesa, soprattutto negli anni di Siena e di Torino (nella stagione vinta con il presidente Cimminelli, a cui poi seguì il fallimento della squadra granata). RINALDI 5- Alla prima apparizione in serie A, il difensore scuola Atalanta, transitato pure dalle giovanili dell’Udinese, appare inadeguato a questi livelli. GAZZI 6- Non è mancato il suo apporto fatto di sostanza a centrocampo. Un giocatore da serie A. S.MASIELLO sv- Dopo l’ottima stagione scorsa, da rivelazione in un ruolo non propriamente suo (l’esterno basso), cade vittima di una serie di infortuni che ne limitano il rendimento e lo ributtano nell’anonimato. BENTIVOGLIO 4.5 – Insufficiente nel Chievo, regredito dopo gli acuti di Modena e dell’Under 20, non riesce ad invertire la rotta in terra pugliese. RAGGI 5 – Altro giocatore in caduta libera, dopo le buone stagioni di Empoli. Sballottato da destra al cento, a sinistra, non garantisce mai un’accurata copertura alla squadra. ROMERO 5- Uno dei carneadi dell’Udinese che, a differenza dei lodati e ormai affermati Armero e Asamoah, rischia di rimanere tale. Qualche buon tocco, veloce ma mai in possesso dello spunto decisivo. RANA  sv – Lodevole il suo impegno: esordiente, cresciuto nel vivaio ma finora mai esploso nemmeno in Lega Pro, ha duettato spesso ad inizio stagione con Caputo, semi-esordiente poi ceduto a gennaio al Siena dall’ex pigmalione Conte. Il fatto che la squadra di Ventura per un buon numero di partite si sia affidata a loro come coppia d’attacco la dice lunga sulle difficoltà incontrate quest’anno. GRANDOLFO 7 - L’attaccante della Primvera mette in fila tre gettoni di presenza nel finale.L’exploit all’epilogo, alla sua prima da titolare: 3 reti a un disastroso Bologna. E’ nata una stella? PADELLI sv – Sporadiche apparizioni (e sinora poco convincenti) per l’ex portiere prodigio che esordì addirittura in Premier League con il Liverpool. GALASSO, KOPUNEK e STRAMBELLI sv- Il primo era finito tristemente fuori rosa, riemerge per disperazione e con dignità offre il suo contributo (se trova una squadra che gli ridà fiducia potrebbe tornare il terzino d’attacco ammirato con Conte qualche anno fa); diverso il discorso per l’enfant de pays Strambelli, minuto fantasista tascabile, buono nelle giovanili, mai emerso in Lega Pro e trovatosi ad esordire nel primo momento davvero critico della sua squadra