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Il compromesso Colombo

50 - Per fortuna del calcio italiano la stagione 1921-22 rimarrà qualcosa di unico, con i suoi due campionati di serie A: uno (quello CCI) quasi nazionale e l'altro (quello FIGC) caratterizzato da un regionalismo spinto. Le menti più ragionevoli e ragionanti di entrambi gli schieramenti si rendono conto che così non si può andare avanti...

Per fortuna del calcio italiano la stagione 1921-22 rimarrà qualcosa di unico, con i suoi due campionati di serie A: uno (quello CCI) quasi nazionale e l'altro (quello FIGC) caratterizzato da un regionalismo spinto all'estremo. Già a metà di quella disgraziata stagione le menti più ragionevoli e ragionanti di entrambi gli schieramenti si rendono conto che così non si può andare avanti, così il presidente FIGC Luigi Bozino propone a quello CCI Giovanni Lombardi una soluzione di compromesso che prevederebbe per il 1922-23 la riduzione delle squadre di Prima Divisione a 'sole' 50 unità. L'obbiettivo della CCI sarebbe quello di arrivare a 32, così non si arriva ad un accordo fino ad aprile del 1922, quando i delegati di entrambe le parti per arrivare ad una decisione decidono di nominare un arbitro. Si tratta di Emilio Colombo, direttore della Gazzetta dello Sport, che si attiva per arrivare ad un compromesso. Le società di entrambe le federazioni approvano il progetto di Colombo con 246 voti favorevoli e 18 contrari e la ratifica della riconciliazione viene celebrata con la nomina della commissione tecnica della nazionale (la solita accozzaglia di nomi). Sì, ma in cosa consiste alla fine quello che sarà ricordato come 'Compromesso Colombo?' In pratica si arriva ad una Prima Divisione per l'Italia del Nord, strutturata su 36 squadre divise in 3 gironi da 12 e ad una per il Centro-Sud, con 8 semifinaliste da far uscire con criteri da definire. Insomma, una riforma molto soft che ha però il merito di riunificare il calcio italiano e di ridargli un campione riconosciuto da tutti. (50-continua)