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Zarco come Mansell: a vincere è il cuore!

Un gesto eroico, quasi di altri tempi. Il pilota francese Johann Zarco su Yamaha Tech3 ci ha regalato ieri pomeriggio una bellissima pagina di sport sul finale del Gp d'Italia della MotoGp, disputatosi sul circuito di Misano, che aveva visto fino a quel momento l'ottima gara della Ducati Pramac di Petrucci, superato nel finale di gara dalla Honda dello spagnolo Marc Marquez. Arrivato all'ultimo giro nei tubi di scarico del compagno di squadra Scott Redding, Zarco prova a superarlo, ma a cinque curve dal termine della gara ecco sopraggiungere l'imprevisto: sulla sua moto si accende la spia che segnala che la benzina è finita. Il pilota francese prosegue, ma all'ultima curva la sua moto inevitabilmente si spegne, quando era ancora in settima posizione.

Zarco Misano 2017 bis

Chiunque probabilmente in questo frangente sarebbe ritornato sconsolato ai box. Non il centauro della Tech3, il quale scende dalla sua Yamaha, la prende per il manubrio, e la spinge lungo il rettilineo finale, con l'intento almeno di fare tagliare il traguardo. Il pubblico rimane colpito dal gesto del pilota francese, e comincia ad applaudirlo. Diversi piloti sul rettilineo supereranno Zarco, il quale, stremato, riuscirà comunque non solo a portare la sua Yamaha fino al traguardo, ma addirittura a conquistare un preziosissimo quindicesimo posto, che nel Motomondiale equivale a un punto iridato.

Un gesto, quello di Zarco, che riporta alla mente il precedente forse più celebre nel mondo del motorsport: quello di Nigel Mansell al Gp degli Stati Uniti disputato sul circuito di Dallas l'8 Luglio 1984.

Mansell Dallas 1984 Gara

Una gara, quella statunitense, che in qualifica aveva visto tutta la prima fila occupata dalle Lotus-Renault con il giovane leone d'Inghilterra (1'37”041) davanti al compagno di squadra, il nostro Elio De Angelis (1'37”635), e in gara si rivelerà massacrante non solo per i piloti ma anche per le monoposto in virtù del caldo a dir poco massacrante (38°) su una pista piena di sconnessioni e con i muretti troppo vicini ad essa.

Se la prima parte di gara vide il pilota inglese fronteggiare in testa gli attacchi degli avversari, solamente in seguito al comparire dei primi problemi al cambio al 36° dei 67 giri in programma Mansell fu costretto a rallentare e a venir superato prima dalla Williams-Honda di Keke Rosberg, poi dalla McLaren motorizzata TAG Porsche di Alain Prost (costretto al ritiro nel corso del 57° Giro per la rottura della sospensione generato da qualcosa che probabilmente sporgeva da un muretto, dopo che otto giri prima aveva conquistato la testa della gara superando Rosberg) e dalle monoposto che seguivano (in primis la Ferrari di Arnoux e la Lotus di De Angelis).

Mansell Dallas 1984

Arriviamo così all'ultimo giro con Mansell impegnato ad affrontare l'ultima curva, con la monoposto che improvvisamente rimane a secco di benzina e si ferma sul rettilineo a pochi metri dal traguardo. All'epoca il regolamento non consentiva di spingere la monoposto, ma il pilota inglese, seppur stremato per via del cambio, divenuto sempre più pesante, non ci pensa su due volte: scende dalla monoposto, e si mette a spingerla, desidera con tutte le sue forze che la sua Lotus possa comunque tagliare il traguardo. La stanchezza e il forte caldo fanno la loro parte, con Mansell che sviene dopo pochi metri, ma il pubblico statunitense dimostra di apprezzare fortemente quell'ultimo, quasi estremo tentativo da parte del pilota inglese di portare la sua Lotus a tagliare la linea del traguardo (si classificherà sesto, portandosi a casa un preziosissimo punto iridato), applaudendolo non poco una volta ripresosi dopo il tempestivo soccorso da parte dei medici.

Giamaica Calgary 1988 bis

Passando ad altre discipline non legate al motorsport, il gesto di Zarco ci fa rivenire in mente l'emozionante storia della squadra giamaicana di Bob a 4 alle Olimpiadi invernali di Calgary (divenuta poi nel 1993 un film di successo della Disney). Protagonisti, purtroppo, di una rovinosa caduta nel corso della finale il 28 Febbraio 1988, non esitarono con molta dignità, a pochi passi dal traguardo, a caricarsi il bob sulle spalle, e a tagliare a piedi il traguardo. Il pubblico apprezzò molto questo gesto, con tantissime persone che vollero stringer loro la mano, una volta tagliato il traguardo.

Storie, quella di Zarco di ieri, quella di Mansell del 1984 e quella della squadra giamaicana di bob del 1988, accomunate da quell'unico grande denominatore che è il cuore, capace di regalarci delle pagine di storia sportiva veramente emozionanti come quelle che abbiamo provato a raccontare.

Rüdiger Franz Gaetano Herberhold Twitter: @ruggero81